Coppie di fatto, mancano quattro firme

Prima del dibattito a Palazzo Cernezzi
Intanto il sindaco Lucini gela Rapinese: «Registro inutile»
Mancano ancora quattro firme per la presentabilità della delibera sulle famiglie di fatto redatta dal capogruppo di Adesso Como a Palazzo Cernezzi, Alessandro Rapinese, e sottoscritta lunedì sera oltre che dalla compagna di lista, Ada Mantovani, dal grillino Luca Ceruti.
«Dovrei avere le adesioni nel giro di una settimana – afferma Rapinese – Non ho dubbi che il testo arriverà a essere discusso, del resto si tratta di un documento civile di nome e di fatto. Ho avuto rassicurazione da parte di alcuni esponenti
del Pd, mentre Paco-Sel ne discuterà nei prossimi giorni».
Il primo ad aderire, al di fuori di Adesso Como, è stato come detto Ceruti del Movimento Cinque Stelle, che spiega così la sua posizione.
«Già in campagna elettorale abbiamo espresso la nostra posizione sui diritti delle coppie di fatto – dice – Crediamo inoltre che tali diritti non debbano essere un’esclusiva delle coppie eterosessuali». Ceruti sottolinea poi di aver presentato come Movimento Cinque Stelle simili delibere a Torino, Firenze e Milano. Riguardo a nuove adesioni, Ceruti più che sul Pd confida nelle liste civiche della maggioranza. «So che ci sono state dichiarazioni di appoggio, ma ora si deve passare dalle parole ai fatti», conclude il grillino.
E per il Partito Democratico è il capogruppo Stefano Legnani a spiegare lo stato dell’arte: «Abbiamo ricevuto il testo da Rapinese già da qualche giorno – dice Legnani – e sicuramente ne parleremo all’interno del gruppo. Non penso che questo avverrà prima di settembre, ne discuteremo dopo le ferie» conclude. In attesa che anche a livello nazionale la posizione del partito si faccia più chiara, probabilmente.
Anche nel Pdl si vuole arrivare a una scelta condivisa, come spiega la capogruppo Laura Bordoli. «Per noi bisogna continuare a dare importanza alle coppie sposate prima di tutto – dice – Certo è che anche le coppie di fatto stanno aumentando ed è un problema da prendere in considerazione. Preferisco parlarne prima con il gruppo: ad oggi non abbiamo avuto modo di confrontarci sul tema. Non si tratta di una questione che si può affrontare con leggerezza: meglio passare dalle commissioni e discuterne con calma».
Ma chi lascia ben poche speranze a Rapinese è il sindaco Mario Lucini. «Sul tema delle coppie di fatto credo parlino chiaramente le leggi dello Stato», ha spiegato ai microfoni di Etv. «Comunque a me interessa la sostanza, e la sostanza è che il Comune di Como non discrimina le coppie di fatto – ha aggiunto – Non vi è alcuna differenza nell’accesso ai servizi regolati dall’amministrazione. Si prenda, per esempio, l’Isee. È basato sulla residenza e non sullo stato civile. Quindi asili, servizi sociali o assistenziali sono garantiti a tutti nello stesso modo».
«Questa proposta dei registri non ha alcun riconoscimento giuridico – ha concluso il sindaco – È inutile. Non ha altro scopo se non deviare l’interesse dai temi importanti della città. Il Comune non ha potere legislativo; quando la norma sarà cambiata a livello nazionale noi, ovviamente, la applicheremo».

Nella foto:
L’anagrafe di Palazzo Cernezzi dovrebbe istituire il registro

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