Coprifuoco per chiedenti asilo, verso il referendum
Cronaca

Coprifuoco per chiedenti asilo, verso il referendum

Dopo la bocciatura della mozione presentata dalla lista “Rapinese Sindaco”

Alessandro Rapinese non si ferma. Dopo la bocciatura della mozione presentata dal suo consigliere, Fulvio Anzaldo, sulla necessità di togliere i chiedenti asilo dalle strade dalle 20 alle 8, ora pensa a un referendum.
«Voglio che siano i cittadini a decidere su un tema così importante e quello referendario è un bellissimo strumento di democrazia – dice Rapinese – Cooperative e associazioni che hanno in carico i migranti non possono lasciarli a zonzo la notte. E la situazione è destinata a peggiorare». La mozione del “coprifuoco”, come è stata subito battezzata dagli altri gruppi in consiglio, non ha però incontrato i favori degli altri partiti, di minoranza (il Movimento 5 Stelle si è astenuto) e di maggioranza, Lega compresa.
«È assurdo che la Lega abbia votato contro – dice sempre Rapinese – Ma noi non ci fermiamo. Formeremo il comitato referendario, raccoglieremo le firme e seguiremo l’iter necessario».
Non è la prima volta che il leader della lista civica più votata in città prova la strada referendaria. Nel 2014 contro l’allargamento della Ztl, l’anno successivo contro l’installazione del monumento a Libeskind sulla Diga foranea e lo scorso anno, contro il punto unico di cottura per le scuole. Ogni volta le commissioni tecniche dell’allora amministrazione Lucini, e la stessa giunta, avevano però bocciato i quesiti, in quanto ritenuti a vario titolo illegittimi, costosi e inammissibili.
La lista “Rapinese Sindaco” ha presentato anche una mozione per chiedere di togliere dal progetto di riqualificazione dei giardini a lago i campi sportivi e sostituirli con un’ampia zona per i giochi dei bambini.
«A Como abbiamo già fatto esperienze simili nel recente passato. Il Campo Cruyff, o quelli dell’Ippocastano sono ad appannaggio esclusivo di immigrati e di richiedenti asilo. Immaginate i giardini a lago durante i periodi di piena (estate e weekend). Quante persone li frequentano? Migliaia. A cosa servirebbe un campetto da calcetto o da basket? – si chiede Alessandro Rapinese – Quanti potrebbero fruirne? Immaginate ora l’utenza di quei campetti nei periodi “vuoti”. Chi ne fruirebbe? La stessa utenza del campo Cruyff e dell’Ippocastano».
«Vogliamo raccontarci che con quei due campetti nel posto sbagliato risolviamo il problema dello sport a Como? – dice ancora consigliere – Il valore di quei giardini è la loro posizione. La natura ha già dato il suo meglio. Non bisogna fare esperimenti».
Paolo Annoni

15 settembre 2017

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