Coraggio, mettiamo sullo scaffale i nostri prodotti

altLa riflessione
di Mario Guidotti

Gli economisti dicono che è fondamentale poter “arrivare allo scaffale”. Per cosa? Per vendere un prodotto.
Insomma, si deve rendere accessibile il bene che si desidera mettere sul mercato. Un centro commerciale può offrire i generi di consumo più belli e appetibili, ma se non sono raggiungibili sullo scaffale, appunto, nessuno li vede e tantomeno li compra.
Fuor di metafora, possiamo avere il lago, l’ambiente e i prodotti più desiderati al mondo, ma se non diamo la possibilità

di arrivarci per vederli, gustarli e comprarli, al massimo potremo vantarci che qualcuno li apprezzi su internet o sui libri.
Ci vogliono le infrastrutture viabilistiche. Quindi bisogna rendere accessibili Como e il suo territorio se desideriamo che le gente venga qui. Sempre che lo si voglia, perché a volte viene il sospetto che la nostra ambizione siano l’isolamento e la solitudine.
Vediamo, quindi: finalmente è arrivata la terza corsia dell’A9. Entrati in città, però, il traffico si paralizzi sulla Pasquale Paoli, sulla Varesina o sulla fragilissima statale Regina.
Abbiamo la stazione ferroviaria. Anzi due. Ci sono le Nord, collegamento con Milano e paesi della tratta, ma che non proseguono con il resto d’Europa. Nessun problema: abbiamo la stazione San Giovanni. Lì sì che offriamo spazi per convogli da Nord e da Sud del pianeta, sicuramente arriveranno fiumane di turisti a godere il nostro territorio e ad acquistare i nostri prodotti e servizi. Peccato però che un gesto di geniale managerialità abbia ulteriormente ridotto le fermate a Como dei convogli Eurocity.
Ma forse sarà stato fatto per proteggere i viaggiatori che arriverebbero. Infatti i malcapitati che scendono dal treno devono poi districarsi tra Scilla di degrado e Cariddi di vagabondi e violenti che frequentano la zona. È sicuro: si tratta di una decisione di prevenzione del crimine. Potrebbe essere uno spot pubblicitario: no viaggiatore, no reato.
Abbandoniamo però il sarcasmo e rimbocchiamoci le maniche invece.
La sabbia della clessidra segna 15 mesi all’Expo. Abbiamo scritto più volte che potrebbe essere l’ultimo treno (per stare in tema) per la ripresa di Como e del suo lago. In questo tempo non potremo certo migliorare altra viabilità che non sia quella ferroviaria. Coraggio allora: risistemiamo stazione e luoghi limitrofi non solo con operazioni di polizia ma anche con scelte di maggiore vivibilità e frequentazione. E poi a tutti i livelli, politici, amministrativi e produttivi, facciamo leva su Trenitalia perché faccia fermare a Como vetture cariche di viaggiatori che vengano a vedere che cosa sappiamo mettere sui nostri scaffali.

Nella foto:
Passeggeri in coda, la scorsa estate, alla biglietteria della stazione San Giovanni, l’unica connessa con la rete europea

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