Cordata – Stadio nel mirino

Calcio – In attesa che venga ufficializzato l’ingresso del gruppo di imprenditori lariani nel Como, a fianco di Rivetti, emerge l’ambizioso progetto che riguarda il Sinigaglia
Un progetto che si è ricompattato di fronte alla prospettiva di poter risistemare e gestire lo stadio Sinigaglia. La riflessione sull’impianto cittadino – fatta dal gruppo di imprenditori lariani che sta per entrare nel Como a fianco del presidente Amilcare Rivetti – è quella che ha portato a rilanciare un piano di ingresso nel club che qualche settimana fa pareva definitivamente sfumato. E qualche rallentamento è derivato pure dal fatto che, in sostanza, avendo a che fare con un gruppo di
imprenditori, si ha a che fare anche con differenti commercialisti e consulenti, che su determinati punti possono non avere una linea comune. E mettere d’accordo tanta gente non è mai facile.
Come è noto, la cordata lariana è nata in seno all’associazione “Amici di Como”, ma poi ha vissuto di suo, in maniera indipendente dal sodalizio che organizza la “Città dei Balocchi” e svolge costante attività di promozione del territorio e delle sue aziende.
Come detto, al di là di un discorso prettamente sportivo, piace l’idea di poter portare avanti un intervento sullo stadio, in modo da riammodernare la struttura e di renderla efficace sette giorni su sette, non soltanto per le gare degli azzurri.
Non è un caso che nel gruppo di imprenditori ce ne siano alcuni che in qualche modo sono legati al settore dell’edilizia. Uno tra i più “convinti”, si dice, opera invece nei trasporti ed è Pietro Porro, figlio di Clemente, già dirigente azzurro ai tempi della serie A con il presidente Benito Gattei.
E sullo stadio Sinigaglia c’è già pronto un piano di fattibilità che prevede una profonda risistemazione. Sarebbe lasciata come è la facciata, che è vincolata dalla Soprintendenza ai beni culturali. Per il resto, l’intenzione è quella di costruire un autosilo sotto la struttura e di risistemare la parte di viale Puecher, riadattandola con negozi e centri commerciali che ne garantirebbero l’utilizzo per tutta la settimana.
Un Sinigaglia moderno, insomma, come già avviene – anche se raramente – in Italia e, molto più spesso, nel resto d’Europa, dove lo stadio sempre aperto non è una novità.
Attualmente il numero degli imprenditori che dovrebbero entrare al fianco di Rivetti non è noto. Si parla comunque di sei personaggi, che presto potrebbero salire a dieci. L’idea è di investire un totale di un milione di euro (da dividere equamente) e l’obiettivo della cordata è di arrivare a un totale di 20 componenti (compreso Amilcare Rivetti), con ognuno che detenga il 5% della società lariana. Il progetto sottoscritto è a lungo termine, della durata di 5 anni.
L’ingresso della cordata comasca è dato per imminente e, a meno di clamorosi ribaltoni dell’ultima ora, mancherebbe solo l’annuncio ufficiale.
E tra le notizie che potrebbero arrivare – in questo caso il fronte è il mercato – c’è anche quella della cessione di Stefano Salvi. Il centrocampista lariano, a quanto pare, ha molte richieste, anche da società di categoria superiore. Come è già successo con Alberto Filippini una settimana fa (è passato alla Cremonese di Oscar Brevi), Salvi presto potrebbe preparare le valigie e lasciare il Como.
Oggi e domani, intanto, ultimi due giorni di allenamento per la squadra azzurra agli ordini dell’allenatore – non si sa ancora se provvisorio o definitivo – Giuseppe Manari. Alle porte c’è la gara di domenica allo stadio Sinigaglia con la pericolante Reggiana, un’occasione di riscatto per la squadra, reduce dalla poco confortante sconfitta contro il Sorrento. Manari deve anche ridisegnare la difesa, visto che mancheranno gli squalificati Ghidotti e Diniz, che sono stati espulsi nel match disputato in terra campana.

Massimo Moscardi

Nella foto:
Amilcare Rivetti con Stefano Salvi: il centrocampista potrebbe lasciare il club lariano

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