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Cori con insulti, i tifosi si dividono

altPiù che il pari con la Reggiana tiene banco la discussione sul comportamento della curva. Attesa una punizione pesante

Una gara che era da vincere, per chi vede il bicchiere mezzo vuoto. Un risultato che va bene così per chi lo vede mezzo pieno. Gli esiti delle gare del Como sicuramente non lasciano mai indifferenti gli appassionati di cose azzurre. E l’1-1 di venerdì sera con la Reggiana si presta sicuramente a varie interpretazioni.
Ma allo stesso tempo ci si interroga su quelli che saranno i provvedimenti del giudice sportivo rispetto ai cori dei tifosi della curva lariana. Nel primo tempo, infatti, c’è

stato qualche lieve insulto a Reggio Emilia.
Poi, nella seconda parte, davanti alle telecamere di RaiSport e al direttore generale della LegaPro Francesco Ghirelli, i tifosi – sempre della curva – ne hanno avute per tutti, dai varesini agli atalantini senza dimenticare gli interisti oltre agli avversari della serata.
E così, a meno che l’arbitro, e i suoi collaboratori e l’ispettore della Figc non siano completamente sordi, scatterà una nuova sanzione, con la tifoseria comasca che era già stata ammonita per i cori a Bergamo in occasione del match con l’AlbinoLeffe. Alla prossima, era il concetto, scatterà la squalifica, e la frittata sembra proprio fatta. Senza dimenticare che lo stesso Calcio Como potrebbe essere sanzionato con una pesante multa.
Alla vigilia il presidente Pietro Porro aveva chiesto il rispetto delle regole. «Se non sono più consentiti gli insulti che riguardano la “discriminazione territoriale”, non si devono più sentire». Ma mentre la parte dei sostenitori in tribuna, da sempre vicina alla società, l’ha presa con ironia e ha incoraggiato la squadra anche con cori religiosi – ma non blasfemi – la curva ha palesemente disobbedito.
E il tema è stato al centro dell’attenzione nelle discussioni dei tifosi post- partita, con la divisione tra chi non ha nascosto la sua delusione per come sono andate le cose e tra chi, invece, della cosa non si interessa ma anzi, chiede che la società protesti per queste regole che sono state imposte.
Il risultato è che ora si aspetterà con apprensione quella che sarà la decisione del giudice sportivo, attesa dopo tutte le gare, visto che il Como ha giocato in anticipo, ma il turno si completerà oggi.
Mister Giovanni Colella al termine ha detto che, per come sono andate le cose, il risultato gli va bene. «Rimettere in piedi il match non era facile – ha detto l’allenatore degli azzurri – Di fronte c’era una formazione che era reduce da quattro sconfitte consecutive e che aveva una grande voglia di riscatto. È riuscita a portarsi avanti e a metterci in difficoltà». Dopo un inizio di marca azzurra, la Reggiana, infatti, è andata in vantaggio al 25’ del primo tempo. I lariani, poi, hanno impattato il match nella seconda parte con la rete di Edoardo Defendi.
Nota sicuramente negativa, una nuova espulsione fra i lariani, quella del difensore Giosa. «Mi sembra che ci sia stato un arbitraggio troppo fiscale – ha affermato ancora Colella – E aggiungo che qualche volta mi piacerebbe terminare la gara in 11. Eppure la nostra non è una squadra cattiva: anzi, io spingo perché lo diventi. Ma ora non è una nostra caratteristica».
Nel prossimo turno nuova sfida interna: domenica al Sinigaglia arriva il Venezia. Bisogna vedere se in uno stadio con i tifosi azzurri o se presenterà ulteriori vuoti oltre a quelli che già si registrano sugli spalti.

Massimo Moscardi

Nella foto:
La delusione del bomber Giuseppe Lenoci dopo un’azione d’attacco fallita
24 Novembre 2013

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