Coro unanime del centrosinistra: «Angela Corengia si dimetta»

Manifestazione davanti a Palazzo Cernezzi

Un coro unanime: dimissioni. Il gesto dell’assessore ai Servizi sociali di Como, Angela Corengia, ripresa mentre toglie la coperta di dosso a un senzatetto sotto i portici di San Francesco è diventato un fatto politico. E non poteva essere diversamente.
I due deputati della maggioranza di governo, Chiara Braga (Pd) e Giovanni Currò (Movimento 5 Stelle) sono stati ieri tra i più duri contro l’assessore.

«Eccola qui, la solita destra disumana. Eccola qui, mentre mostra il suo volto peggiore anche con chi, come i senzatetto, vive nella fragilità più estrema – ha detto Braga – Siamo a Como, Comune amministrato da Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, e l’assessora Corengia decide di trattare così un clochard che stava semplicemente dormendo: strappandogli di dosso e lanciando via l’unica cosa da lui posseduta, ossia la sua coperta. Qui siamo oltre la politica, qui siamo alle basi della civiltà e dell’umana empatia. Perché il tema dei senzatetto non può essere ridotto a un problema di sicurezza o di decoro, negando a un essere umano persino un giaciglio su cui potersi appoggiare e dormire».

«Assistiamo a un gesto ignobile dell’assessore che, evidentemente, sfida la sua incapacità a risolvere il problema con un intervento personale – attacca invece Currò – Como non merita questo, non merita giunte che si incartano su problemi cronici sotto gli occhi di tutti. Se non in grado di poter affrontare anche i più piccoli problemi, l’esecutivo di Palazzo Cernezzi faccia le valigie e vada a casa».

Con un post su Facebook, breve ma diretto, e appellandosi ai leader locali dei partiti di centrodestra, chiede le dimissioni di Corengia anche il presidente di Confcooperative Insubria, Mauro Frangi: «Ci sono gesti incompatibili con l’essere rappresentante delle istituzioni. Questo – dice Frangi riferendosi a quanto fatto dall’assessore al senzatetto – è uno di quelli. Sono certo che le persone rispettabili e serie che stanno nella maggioranza chiederanno al sindaco di ritirare le deleghe a chi ha compiuto un gesto simile». Una cosa è chiara: le opposizioni in Comune sono di nuovo sul piede di guerra. Vittorio Nessi, capogruppo di Svolta Civica, è ironico e tagliente nello stesso tempo. «Pensiamo che l’assessore Corengia si sia resa conto del momento di scarsa lucidità che l’ha ispirata. Al di là della responsabilità politica personale, riteniamo che il gesto sia il segno di una pressione psicologica esercitata su di lei da una maggioranza allo sbando e priva di idee, che non le ha consentito di operare con la professionalità necessaria».

Secondo il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Fabio Aleotti, dal video pubblicato online martedì dall’associazione Cominciamo da Como «traspare una mancanza di umanità inaccettabile per un rappresentante delle istituzioni. È un dovere da parte di chiunque, soprattutto di chi si occupa di servizi sociali, tendere la mano ai meno fortunati. Noi tutti cittadini comaschi ci aspettiamo almeno delle scuse da parte dell’assessore, perché questi comportamenti sono inaccettabili e ledono l’immagine dell’intera città».

Bruno Magatti, per cinque anni assessore ai Servizi sociali nella giunta Lucini e oggi consigliere di Civitas, dà una lettura culturale, oltre che politica. «L’assessora, con il suo gesto esprime (inconsapevolmente) una sua supposta superiorità sulla persona cui toglie la coperta – spiega Magatti – In tal modo si manifesta la presunzione di una inferiorità della persona sul giaciglio. Il gesto, proprio perché spontaneo, ci dice che l’assessora ha nella testa una gerarchia riconducibile allo “status” sociale, inammissibile in una civiltà come la nostra. Il suo messaggio è molto più di una mancanza di rispetto: è ferita alla dignità di quella persona».
Sulla stessa linea il segretario provinciale del Pd, Federico Broggi, il quale dice: «Provo a capire il senso del gesto di Corengia, ma non ci riesco. Così come non riesco a identificare un gesto di questo tipo con un colore politico. Qui c’è qualcosa di semplicemente sbagliato, che trascende l’appartenenza a un partito, e sfocia nell’etica umana e del lavoro di ogni giorno. L’assessore e la giunta sono “liberi” di fare ogni scelta politica, ma hanno il dovere di curare l’aspetto umano che sta dietro ogni decisione e ogni indirizzo. La degenerazione della politica sta qui, in un assessore che si esibisce per dare spettacolo, che annulla l’umanità e umilia una persona».

Infine, il consigliere regionale 5 Stelle Raffaele Erba: «È triste notare come certi politici si comportano in modo prepotente con i deboli per poi diventare pavidi con i forti. Il comportamento di Corengia va condannato a priori perché non è degno della carica istituzionale che ricopre, specialmente visto che è chiamata a rapportarsi con le fasce più deboli».

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.