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Coronavirus, c’è la prima vittima nel Canton Ticino. È una donna di 80 anni del Mendrisiotto

Anche il Canton Ticino deve purtroppo registrare la sua prima vittima di Coronavirus. Ieri mattina è infatti morta una donna di 80 anni, ospite di una casa anziani del Mendrisiotto. Si tratta della terza persona uccisa in Svizzera dal Covid-19. In precedenza erano morti una 74enne al Centro ospedaliero universitario di Losanna e un 65enne, spirato l’altro ieri all’ospedale di Liestal, nel Cantone di Basilea Campagna.L’emergenza ticinese intanto si allarga. Secondo quanto dichiarato ieri in serata dal medico cantonale Giorgio Merlani, i casi positivi nel cantone di lingua italiana sono saliti a 99. Di questi 7 sono in terapia intensiva.La rapidissima crescita dei numeri dei contagiati in Ticino ha alimentato anche oltreconfine qualche polemica. In particolare, molti operatori e tecnici della sanità giudicano troppo blande le misure di contenimento adottate sin qui dal governo di Bellinzona. Il presidente dell’Ordine dei medici del Cantone, Franco Denti, è tornato a chiedere la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado. Lo stesso ha fatto ieri, con una lunga intervista al Corriere del Ticino, Andreas Cerny, infettivologo dell’Università di Berna e direttore della Fondazione Epatocentro di Lugano.«Bisogna chiudere subito le scuole ma anche le frontiere – ha detto Cerny – Se si aspetta cancelliamo il vantaggio di poter attenuare l’epidemia, che si sta creando e che sicuramente ci colpirà a breve. Abbiamo già dei casi anche nei giovani e nelle scuole; è indispensabile attuarla ora, altrimenti sarà inutile».La frontiera, ha aggiunto il virologo elvetico, «finché non la chiudiamo non evita il passaggio del virus. La riduzione della mobilità e la separazione delle persone sono le misure più efficaci. L’Italia l’ha fatto, forse con un certo ritardo, noi abbiamo il tempo di avere una nostra curva di apprendimento. I bambini si infettano allo stesso ritmo degli adulti, spesso sono asintomatici, quindi sono un vettore del virus. Prima chiudiamo le scuole e meno rischieremo di infettare genitori e nonni».Sempre ieri, in serata, dopo la Lega dei Ticinesi anche l’Udc svizzera, attraverso il gruppo alle Camere federali, ha chiesto al governo di Berna la chiusura delle frontiere con l’Italia. La proposta dei democentristi svizzeri è di «ospitare» nelle strutture del cantone «la manodopera frontaliera italiana indispensabile per il funzionamento della sanità e dell’economia ticinese».

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