Coronavirus e decreto Cura Italia: anche i parenti nei campi per aiutare l’agricoltura

Sono oltre 2mila le aziende agricole attive in provincia di Como, per un totale di circa 2.700 addetti

“Per garantire la disponibilità di alimenti e sopperire alla mancanza di manodopera potranno collaborare nei campi anche i parenti lontani fino al sesto grado, in una situazione in cui molti sono senza lavoro, reddito e con difficoltà anche per la spesa”. Lo rende noto Coldiretti Como Lecco attraverso il presidente Fortunato Trezzi, con riferimento al decreto Cura Italia. Esso prevede infatti, in ordine all’emergenza Coronavirus, che le attività prestate dai parenti e affini fino al sesto grado non costituiscono rapporto di lavoro ne subordinato ne autonomo, a condizione che la prestazione sia resa a titolo gratuito.

Potranno dunque collaborare alla raccolta dei prodotti agricoli anticipata dal caldo inverno – sottolinea la Coldiretti lariana – anche nonni, genitori, figli, nipoti, suoceri, generi, nuore, fratelli, zii, cugini, figli di cugini, cugini dei genitori e figli dei cugini dei genitori, fratello/sorella del coniuge, zio del marito rispetto alla moglie e viceversa, cugino/a del marito rispetto alla moglie e viceversa.

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