Coronavirus, il Fai: la nostra speranza è la cultura

Villa Balbianello in una foto di Fabio Polosa

«La notizia mi è arrivata ufficialmente dalla Presidenza Regionale del Fai. Le Giornate Fai di Primavera, l’evento nazionale più importante dedicato alla bellezze del nostro Paese e alla tutela del territorio e dei suoi beni, sono state annullate causa coronavirus».
A parlare è Roberta Di Febo, capo delegazione del Fondo Ambiente Italiano di Como che tutela patrimoni inestimabili e simboli nel mondo dell’Italia come Villa Balbianello.
«Per la prima volta non potremo condividere con migliaia di persone l’esperienza di vivere l’emozione di un luogo speciale – dice Roberta – Questa situazione epidemica del tutto nuova è difficilissima da vivere da ogni punto di vista, ci ha obbligato a rivedere completamente le priorità del nostro modo di vivere. E di pensare».
«All’improvviso – aggiunge – tutto quello che da sempre ci sembrava “normale” o addirittura quasi dovuto, diventa impossibile da avere. La nostra libertà, le nostre abitudini. Tutto è fermo. E ci ritroviamo costretti a fare i conti con noi stessi».
Che ruolo possono avere la bellezza e la conoscenza? «Mi auguro che questa bruttissima esperienza lasci come unica eredità positiva il suggerimento di quanto sarà importante , quando torneremo alla nostra vita “normale”, coltivare anche la nostra interiorità, la nostra anima. E dobbiamo ricordarci che è proprio l’arte in ogni sua forma di espressione, ad essere l’unico “canale”, l’unico “portone” che collega la nostra quotidianità al nostro io interiore vero. E coltivare le nostre emozioni, sperimentando il bello, lasciandosi contaminare dall’armonia dei nostri paesaggi, monumenti, musiche, arti figurative e si può andare avanti all’infinito, dovrebbe diventare un momento fondamentale della vita. Perché se impareremo ad educarci proteggendo e apprezzando la nostra cultura in ogni sua forma, impareremo ad essere a contatto con le nostre emozioni più profonde e vere. E rimanere chiusi in casa con se stessi per un mese non sarà più così difficile. Perché avremo sempre un mondo in cui rifugiarci quando quello che viviamo non ci piace molto».
«Questa guerra – è il messaggio di speranza di Roberta – per fortuna non potrà portarci via la bellezza dei nostri monumenti, del nostro territorio. La bellezza rimane. E aspetta solo di tornare a contaminarci per poterci regalare quelle emozioni vere che da sempre hanno reso questo mondo speciale. In particolare la nostra Italia».

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