Coronavirus, l’analisi: un comasco su mille è positivo. Attivi sul territorio 42 focolai

Covid 19 Coronavirus

Una fotografia dettagliata e puntuale sulla pandemia nelle province di Como e di Varese, quella presentata ieri dai vertici di Ats Insubria in due ore di conferenza stampa, con giornalisti in presenza e a distanza. Una cinquantina di slide, sette relatori ad alternarsi al microfono, compreso il dimissionario direttore sanitario dell’Ats, Edoardo Majno (in prepensionamento dal 1° luglio, quando sarà sostituito da Giuseppe Maurizio Catanoso).
Il direttore del Dipartimento di Igiene e Prevenzione, Paolo Bulgheroni ha spiegato come in questi mesi si sia dovuta riorganizzare la struttura, con 150 persone impegnate oggi 7 giorni su 7 per il governo dell’emergenza, oltre agli accordi con Asst, Croce Rossa e associazioni di volontariato per tamponi, sierologici e controlli nelle attività. I positivi al Covid in provincia sono attualmente 595 su 582mila residenti (sono esclusi i circa 18mila residenti dell’Altolago che rientrano sotto l’Ats Montagna). Un residente su mille è ancora positivo. Durante la pandemia vi sono stati 6,63 casi ogni mille abitanti. I deceduti sono 616. A Varese è andata un po’ meglio, con 557 decessi e 4,40 casi ogni mille residenti, ma si tratta ad ogni modo dei territori meno colpiti di tutta la Lombardia.
Tampone in 48 ore
La Responsabile Epidemiologia e Medicina Ambientale Elena Tettamanzi ha spiegato come hanno funzionato i flussi di informazione. La settimana peggiore per i territori è stata quella dal 4 al 10 aprile, con 1.291 nuovi casi (fino a 200 al giorno). Poi il picco è calato fino ai 90 dell’ultima settimana, tra questi vi sono anche 15 asintomatici e debolmente positivi. Oggi l’Ats è in grado di garantire un tampone a 48 ore dalla segnalazione, disporre l’isolamento fiduciario del paziente e fare esami a parenti e contatti stretti entro i due giorni successivi. Fondamentale in tal senso sarà l’App Immuni. Il suo utilizzo è oggi decisamente deludente. Solo 2 positivi al Covid, negli ultimi 10 giorni, hanno autorizzato il tracciamento dei propri contatti.
I nuovi focolai
Massima attenzione ai nuovi focolai, come ha evidenziato la responsabile dell’Unità Operativa di Medicina Preventiva Annalisa Donadini. Dall’8 al 14 giugno ne sono stati censiti 42 attivi, 17 in una settimana, con 109 casi complessivi. Si tratta in generale di marito e moglie o genitore e figlio, anche se un focolaio nell’Alto Varesotto conta ben 12 persone. Sono 99 i contatti “in sorveglianza” a Como, mentre il totale dei pazienti presi in carico dal Ats dall’inizio della pandemia supera gli 11.800. Il direttore del Dipartimento Cure Primarie, Cristina Della Rosa ha evidenziato il ruolo chiave della medicina territoriale nell’individuare un caso sospetto e introdotto l’argomento delle Rsa, poi sviscerato anche dal direttore dell’Accreditamento e Controllo Sociosanitario Maurizio Tettamanti e dal Responsabile del Comitato Tecnico Sorveglianza Covid, il veterinario Marco Magrini.
La “strage” nelle Rsa
Oggi nelle case di riposo di Como ci sono ancora 146 pazienti positivi su una “popolazione” di 4.115 anziani (3.591 hanno fatto il tampone). Sono 34 le strutture che non hanno alcun contagio. Sui quasi 4mila operatori sono stati fatti 5.099 tamponi, 18 persone sono ancora positive. A causa della pandemia, la popolazione delle case di riposo comasco-varesine è scesa di quasi 1.700 unità, una vera strage. I pazienti delle Rsa comasche deceduti per Covid accertato sono 211, 637 quelli per patologie non direttamente correlate al Covid, anche se non su tutti è stato eseguito il tampone.
Sono state controllate da Ats 110 Rsa su 110 dei territori. Per una decina di strutture sono state rilevate non conformità non gravi e spesso legate anche a criticità strutturali.
Como e Varese
Nel complesso, l’Ats ha effettuato 45.124 tamponi nel Comasco, ovvero 52 ogni mille abitanti, un po’ più che a Varese, 44 ogni mille. Gli esami proseguono nelle postazioni “tende” in modalità “drive in”, con il paziente che resta nella sua auto. A Como sono attive le tende in via Castelnuovo 1, alla Croce Azzurra di via Colonna, a Erba, al Lario Soccorso di via Trieste e a Centro Valle Intelvi nella Croce Rossa di San Fedele. Nel solo mese di maggio sono stati fatti oltre 4mila tamponi sotto le tende. Anche la ricognizione sierologica si è rilevata fondamentale. Tra le persone segnalati dai medici di base nel 33,5% dei casi sono risultati positivi anche al tampone tra il 29 aprile e il 16 giugno. I test proseguono per particolari categorie come il personale sanitario, i dipendenti dei tribunali e delle forze dell’ordine.

L’ultimo aggiornamento

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.