Coronavirus, temperatura e telelavoro, le tutele delle industrie: pronte anche le richieste di cassa integrazione

Da ieri sera 13 nuovi contagiati

Il decalogo di prevenzione da possibile contagio di Coronavirus è ormai in tutte le aziende della provincia. Le grandi industrie del territorio hanno adottato già da lunedì anche ulteriori tutele per i propri dipendenti e collaboratori. È il caso, ad esempio, dei due storici gruppi tessili, Ratti e Mantero. Alla Ratti di Guanzate, un termoscanner misura la temperatura a tutte le persone che varcano i cancelli: dipendenti, fornitori e visitatori. Per qualche figura professionale è stata prevista la possibilità del telelavoro. Il personale con sintomi influenzali è stato invitato a non anticipare il rientro al lavoro. L’attività produttiva procede invece come da routine.
I provvedimenti straordinari sono scattati già da domenica anche alla Mantero Seta di Grandate, come conferma il responsabile delle risorse umane, Alberto D’Errico. Sono stati contattati i dipendenti per verificare eventuali contatti con residenti nella cosiddetta “zona rossa”.
La temperatura corporea viene misurata ad ogni ingesso. Sono state rese disponibili anche mascherine e installati dispenser per la pulizia delle mani in diversi luoghi della sede. Sospesi i viaggi aerei degli agenti, limitate le riunioni, sostituite da videoconferenze e ridotto il tempo di presenza delle persone in mensa, attraverso dei menù monodose. Un vero proprio piano di tutela del personale, insomma, che la Mantero ha condiviso con la Rsu aziendale.
In altre realtà industriali del territorio si è dovuto affrontare invece il caso di uno o più dipendenti residenti nel Lodigiano. Le aziende ne hanno momentaneamente disposto la permanenza a domicilio, attivando anche in questo caso, se possibile, forme di smartwork. Anche il gruppo Bennet di Montano Lucino ha consentito ai propri dipendenti residenti nella zone rosse di non recarsi al lavoro e rafforzato le procedure di sanificazione dei punti vendita.
Alla Holcim di Merone è stato avviato un servizio di ascolto e supporto psicologico, attivo 24 ore su 24. Chi arriva in azienda con i mezzi pubblici può concordare formule di telelavoro. Tutti i dipendenti con un pc portatile in dotazione sono invitati a portarlo a casa ogni sera. Sospesi tutti i corsi.
L’effetto Coronavirus sulle industrie comasche, oltre alle “best practices” verso i dipendenti potrebbe presto però iniziare a mordere anche sui bilanci. Quotidianamente buyer e fornitori dall’estero annullano visite programmate da tempo il Lombardia.
C’è poi l’ancora più seria questione dell’approvvigionamento delle materie prime, in particolare dalla Cina, con il motore dall’altra parte della Grande Muraglia che non è ancora ripartito proprio a causa del Covid-19.
«Le ultime notizie che abbiamo – spiega Salvatore Monteduro, segretario generale della Uil del Lario – è di un calo delle commesse per diversi settori che non erano in crisi. Soltanto nel tessile sarebbero già pronte una decina di richieste di cassa integrazione approntate da realtà solide e in salute, ma che momentaneamente si trovano in affanno a causa dei mancati approvvigionamenti delle materie prime», conclude.

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