Corruzione: al vaglio altri cinque episodi

altSi allargano le indagini sul funzionario dell’Agenzia delle Entrate: tremano commercialisti e avvocati

Tre gli episodi contestati. Altri cinque al vaglio degli inquirenti.
Più una lunga serie di professionisti, da avvocati a (soprattutto) commercialisti (almeno cinque), che rischiano di finire coinvolti pesantemente dalla valanga che si è abbattuta nelle ultime ore sulla città.
Stiamo parlando dell’arresto shock andato in scena martedì mattina in viale Giulio Cesare, con un funzionario dell’Agenzia delle Entrate di Erba (all’epoca dei fatti all’opera a Lecco) finito in manette

con l’accusa di corruzione aggravata.
Si tratta di Rosario Lo Conte, 61 anni, al centro di una indagine coordinata dalla Procura di Como – pm Massimo Astori – e dalla guardia di finanza di Lecco. Ai tre casi già citati ieri, che riguardano distinti episodi tra il 2011 e il 2013 (20mila euro pagati da una società edile lecchese per evitare controlli futuri, un orologio di marca da 5.000 euro donato da un gioielliere e altri 1.500 euro da un privato per un terreno da svalutare), al centro dell’attenzione del nuovo filone di indagini ci sono altri versamenti fatti al solerte funzionario per un totale di presunti e ulteriori 25mila euro circa.
Soldi che il 61enne avrebbe incassato a partire dal 2009 ma su cui la Procura non è ancora arrivata a contestazioni ufficiali.
Perché, secondo la tesi dell’accusa, per tutto il periodo delle indagini – scattate dopo una inchiesta che stavano realizzando “Le Iene” – il funzionario si sarebbe dimostrato «in servizio permanente».
Sempre secondo il pubblico ministero, che ha chiesto e ottenuto dal gip l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, Lo Conte si proponeva per risolvere “da privato” guai legati al fisco, contattando e mantenendo rapporti di amicizia con commercialisti e avvocati (e forse anche colleghi) su cui ora convergeranno le indagini. Perché la Procura lariana non ritiene affatto, come dice l’indagato in una intercettazione ambientale, che quello di cui stiamo parlando sia «una cosa piccola…» e che «certo non è una cosa perfettamente legale però hanno poco in mano…».
Al contrario gli inquirenti riterrebbero che il giro da scandagliare sia ancora molto ampio e ricco di sorprese.
Perché, come dice il 61enne in una ennesima intercettazione, quando «entri nel giro non ti togli più». E i pagamenti non erano affatto «in bottiglie di vino», come sempre Lo Conte suggerisce di dire alla finanza a una sua cliente con l’intento di sviare le indagini.
Dalla scorsa estate, grazie a qualche cliente che raccontò di essere stato chiamato dalle fiamme gialle, il funzionario iniziò ad accorgersi che il mondo attorno a lui stava crollando. In una occasione affidò a un avvocato l’incarico di consegnare un biglietto scritto a mano al figlio di un cliente in cui appunto suggeriva eventualmente che cosa dire agli inquirenti, salvo poi, una volta letto, «strapparlo e buttarlo immediatamente». Ma ormai le indagini avevano stretto il cerchio attorno al funzionario dell’Agenzia delle Entrate. Un cappio che ora l’arrestato dovrà allentare fornendo la propria versione dei fatti davanti al giudice Maria Luisa Lo Gatto che lo interrogherà. L’arrestato sarà assistito dal legale del foro di Como Massimo Ambrosetti.

Mauro Peverelli

Nella foto:
Non cessa il clamore attorno all’arresto andato in scena in centro città a Como. Un funzionario dell’Agenzia delle Entrate è stato condotto in carcere con l’accusa di corruzione. Sul suo capo pende una ordinanza di custodia cautelare chiesta dalla Procura

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