Cronaca

Corsa a due per la Camera di Commercio. Taborelli a caccia dei voti dei “piccoli”

altMa le associazioni minori non si sbilanciano: «Voteremo i programmi»
(m.d.) Al primo turno serviranno 18 voti, al secondo ne basteranno 15, soltanto uno in più di quelli che Ambrogio Taborelli già possiede, almeno sulla carta. La strada verso la presidenza della Camera di Commercio appare dunque in discesa, anche se non priva di ostacoli, per l’ex numero uno degli Industriali lariani.
Più ardua, invece, la corsa di Marco Galimberti, presidente di Confartigianato, il secondo candidato in lizza per la poltrona di via Parini, sostenuto anche da Confcommercio.

 Le due associazioni, insieme, possono infatti contare solo su 9 voti su un totale di 24 seggi, tanti sono i consiglieri camerali che verranno nominati dalla Regione nei prossimi giorni.

 

Taborelli, industriale tessile, ha dalla sua 14 dei 28 consiglieri. La sua candidatura è infatti espressione di un raggruppamento che riunisce Unindustria, Confesercenti, Cna (Confederazione nazionale dell’artigianato), Compagnia delle Opere e Confcooperative, ai quali spettano in tutto 14 seggi.
Per Taborelli è dunque sufficiente trovare un voto in più, un paio se qualcuno del suo schieramento deciderà di astenersi, visto che qualche mal di pancia è già emerso, come per esempio quello di Mauro Frangi, il presidente di Confcooperative Como che l’altro giorno ha diffuso un comunicato abbastanza piccato dopo la designazione dell’industriale serico.
La manciata di voti necessari per essere eletto, Taborelli dovrà trovarla in due modi. Stringendo un patto con lo schieramento contrapposto, quello di Confcommercio e Confartigianato, e dunque concedendo a queste due associazioni qualche posto in più nella giunta camerale o nelle commissioni di via Parini, oppure ottenendo il sostegno di una parte dei cinque consiglieri espressione di altrettanti organismi. Si tratta dei rappresentanti di Abi (credito e assicurazioni), Cisl, Federconsumatori, Coldiretti e ordini professionali.
Associazioni i cui responsabili per il momento non si sbilanciano, consapevoli di essere l’ago della bilancia.
«Noi non siamo stati ancora contattati da nessuno – ha precisato ieri ai microfoni di Etv Fortunato Trezzi, presidente di Coldiretti Como e Lecco – È molto semplice: avrà il nostro appoggio il candidato che dimostrerà la maggiore sensibilità alle esigenze del settore agricolo».
Attendista, e simile, la posizione della Cisl dei Laghi. «A noi interessa il programma – precisa il segretario generale Gerardo Larghi – Investimento su piccole e medie imprese, attenzione all’artigianato e al sociale: chi darà garanzie su questi aspetti avrà il nostro sostegno».
Non si espone nemmeno Silvana Brenna (Federconsumatori), che spiega di «attendere i programmi dei candidati» per valutare chi «meglio risponde alle esigenze di tutela dei consumatori».

Nella foto:
Sono 24 i consiglieri della Camera di Commercio
10 ottobre 2014

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