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Corsa a Palazzo Cernezzi, Traglio rompe gli indugi

Verso le amministrative – Incontro rivelatore per l’imprenditore a Villa del Grumello. «Non accetterei di partecipare a eventuali elezioni primarie»Al brindisi di Como Venture: «Quella che era una suggestione per la politica ora è qualcosa di più»Ufficialmente, il brindisi era per le imminenti festività natalizie e per i più tradizionali auguri per il nuovo anno. In realtà, quando alza il calice, appare evidente che Maurizio Traglio immagina la fascia tricolore.«Non so se sarà possibile – precisa subito l’imprenditore – Non so se avrò un incarico politico. Ma certamente quella che era una suggestione ora è qualcosa di più. È una seria riflessione».Per l’ufficialità bisognerà attendere. Se non si può ancora parlare

di corsa alla poltrona di sindaco però, almeno il primo passo Maurizio Traglio lo ha fatto. Per lanciarsi nella mischia ha scelto una platea ristretta ma “di peso”, i componenti del consiglio direttivo di “Como Venture” e altri imprenditori e professionisti lariani di spicco. In prima fila, Antonello Passera, fratello del superministro del governo Monti Corrado Passera. Ma ieri sera non si poteva non notare un altro elemento: in sala, non c’era neppure l’ombra di un politico.L’occasione, come detto, è stata uno scambio di auguri organizzato a Villa del Grumello, sede di “Como Venture”, proprio al termine di un consiglio direttivo dell’ente. Qualche minuto per un bilancio delle attività del gruppo e per annunciare un importante accordo con una società scientifica all’avanguardia nella ricerca. Poi, una parentesi sulle prospettive di Alitalia, gruppo del quale Traglio è azionista.Dettagli. O per restare in tema, un aperitivo prima del piatto principale, quello con vista sulle prossime elezioni amministrative..«Como è una città importante per me, è evidente – afferma l’imprenditore – Sono stato in tutto il mondo, sono sempre stato irrequieto e fuggitivo. Ma sono tornato. Como è la città che ho nel cuore e qui sto bene. Vorrei fare qualcosa per il capoluogo. Non so se sarà possibile, ma in qualche modo voglio dare il mio contributo. Se non sarà un incarico politico, comunque nel mio piccolo qualcosa farò. Tutti vorrebbero vedere la città di Como come la sognano ogni tanto».Sorrisi, un applauso da parte dei presenti. Ed ecco che, rotto il ghiaccio, Maurizio Traglio pronuncia il termine “sindaco”.«Era una suggestione – dice – Ora la sto considerando diversamente, ci sto riflettendo. Non ho avuto alcuna relazione formale se non con amici, ma il pensiero c’è. Perché lo farei? Perché credo che siamo a un possibile giro di boa. Possibile, ma non scontato. Indispensabile, ma non semplice. Chi dovrà provarci, dovrà farlo seriamente. Non potrà lasciare le cose al caso. Dovrà arrivare preparato. E dovrà essere convincente con i cittadini».Dietro quella parola, “cittadini”, c’è indubbiamente una scelta già fatta. L’imprenditore ha già preso la sua decisione. O, come minimo, sembra attendere solamente da chi di dovere il verdetto finale. «Non ho avuto contatti né incontri a livello politico – ripete l’aspirante sindaco di Como – Nessuno mi ha chiesto nulla». Sottinteso: Per ora.E se Maurizio Traglio non si sbilancia ulteriormente, su un punto però mette subito le cose in chiaro.«Non accetterei la proposta di partecipare a eventuali elezioni primarie – dice con convinzione l’imprenditore – Sono convinto che non sia un modo per dare davvero la parola ai cittadini, quanto piuttosto un modo per togliere loro qualcosa. I cittadini si esprimono col voto “ufficiale”, questo è quello che conta. Respingo altre ipotesi. Forse proprio perché non sono un politico e non conosco le logiche politiche, ma non lo accetterei». Un messaggio, questo, apparentemente destinato al Pdl.«Non temo il confronto, anzi – conclude Traglio – è quello che desidero maggiormente. Per il resto, aspetto di poter fare qualcosa per la mia città».

Anna Campaniello

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