Corsa ai saldi, è scattato il conto alla rovescia

Dopo la corsa ai regali di Natale, i giorni successivi consacrati ai cambi della merce – un po’ per scarso gradimento, un po’ per le taglie calcolate male – sul fronte del commercio sono giorni di fibrillazione in attesa dei saldi.
Nella vicina Svizzera è già partita la caccia allo sconto, mentre i comaschi invece dovranno pazientare ancora per 24 ore.
La data ufficiale, almeno nella nostra regione, è quella di domani, quando scatteranno infatti i saldi invernali in Lombardia. Un’occasione per poter fare acquisti a prezzi ribassati.
E così a pochi giorni dal 25 dicembre e ancora – per molti – nel periodo di vacanza sarà possibile dedicarsi allo shopping.
Un’opportunità importante anche per i negozianti del territorio non troppo entusiasti per come sono andate le vendite natalizie. I clienti, infatti, si sono orientati sul cosiddetto “pensierino” piuttosto che su regali consistenti. Una tendenza simile a quella dello scorso anno, quando poi ci fu un largo afflusso, e spese più marcate, proprio nel periodo dei saldi.
Gli sconti, dunque, proseguiranno fino al 4 marzo e, secondo le stime dell’Ufficio studi di Confcommercio, in media ogni persona spenderà poco più di 140 euro.
A pochi metri di distanza dal confine, in Svizzera, le vendite a prezzi ribassati sono già partite subito dopo Natale, addirittura in molti casi anche molto prima.
«Abbiamo cominciato all’inizio di dicembre – spiega Carlo Coen, ex presidente dell’Associazione Gruppo Commercianti di Chiasso confluita nella Società Commercianti del Mendrisiotto – noi non abbiamo date fisse; ognuno può decidere come vuole».
«Tracciando un bilancio posso dire che in questo periodo si vende bene, ma non si riesce a compensare ancora quello che si è perso nei mesi precedenti. Oggi – chiarisce Coen – i clienti sono abituati agli sconti continui e se non riescono ad acquistare nei negozi vicino casa si affidano allo shopping online, oppure vengono in Italia credendo che tutto costi meno, ma non sempre è così. Sopravvivere, soprattutto per i commercianti più piccoli – conclude – diventa sempre più difficile».

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