Corsa contro il tempo per il progetto Campus. I nodi da sciogliere

alt Pochi ci credono ma nessuno vuole dire il no definitivo

(da.c.) Corsa contro il tempo e, forse, anche contro ogni ragionevole possibilità di successo. La vicenda del campus universitario del San Martino – e del finanziamento di Fondazione Cariplo necessario affinché il progetto possa decollare – si tinge dei colori del paradosso.
Il paradosso di un’opera che pochi, a questo punto, vogliono. Ma che nessuno intende abbandonare al suo destino per ragioni di opportunità politica.
Dopo l’ennesima riunione (martedì) terminata con un sostanziale

nulla di fatto, gli attori in campo hanno affidato un incarico “tecnico” a due dirigenti di Provincia e Comune, chiedendo loro di trovare la soluzione ai numerosissimi problemi rimasti sul tappeto. Una ricerca affannosa, quella dei tecnici, che avranno pochissimi giorni di tempo per mettere nero su bianco un’ipotesi accettabile di accordo di programma.
La questione è chiara. La Fondazione Cariplo ha fatto sapere che non concederà il finanziamento di 5 milioni se non saranno date precise garanzie sulla fattibilità del progetto.
Queste garanzie possono derivare unicamente dalla stipula di un accordo di programma, documento che metterebbe al riparo la Fondazione da ogni eventuale intoppo.
Il punto è che per firmare l’accordo di programma bisogna risolvere problemi amministrativi non semplicissimi. Qualche esempio: completare la perizia dell’Agenzia del Territorio sul valore delle aree da occupare nell’ex ospedale psichiatrico; approfondire la questione della copertura del mutuo immaginato da Univercomo, che non può essere garantito dal Comune di Como senza violare il patto di stabilità; ottenere la certezza che Uninsubria acquisti gli spazi di via Valleggio lasciati liberi dal Politecnico; e ancora, il nodo tra i nodi: dare certezze sui tempi della cantierizzazione. Il bando Cariplo prevede l’avvio dei lavori entro sei mesi dalla concessione del contributo. Cosa assolutamente impossibile, a detta di tutti gli interlocutori.
Un insieme di fattori che sostanzialmente rendono impraticabile ogni ipotesi di accordo di programma nell’immediato.
Alcune settimane fa, in Regione, la richiesta del presidente di Univercomo, Mauro Frangi, di siglare comunque l’accordo di programma era miseramente naufragata. A distanza di pochi giorni le cose non sono cambiate, ma la parola fine sulla vicenda non viene pronunciata perché nessuno intende assumersi la responsabilità di bocciare in via definitiva il progetto (lacunoso) del campus.
Si va quindi avanti, con l’obiettivo di trovare soluzioni praticabili. Il timer scade il 31 gennaio. Nessuno è disposto ad accettare scommesse.

Nella foto:
L’area dell’ex ospedale psichiatrico potrebbe diventare un campus universitario ma il progetto non ha, al momento, i fondi necessari per partire

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