Corte dei Conti: «Paratie, la più grande opera incompiuta della Lombardia»
Cronaca

Corte dei Conti: «Paratie, la più grande opera incompiuta della Lombardia»

Quasi tre milioni di euro di presunto danno erariale frutto «dell’illegittimità delle varianti» e delle «sospensioni dei lavori» delle paratie antiesondazione del Lago di Como. Una cifra (liquidata) che corrisponde all’accordo bonario firmato dal Comune di Como con Sacaim, somma che invece non era dovuta. Nei guai – di fronte alla Corte dei Conti – finiranno in ottobre il direttore di lavori di allora e il responsabile unico del procedimento, rispettivamente Antonio Viola e Antonio Ferro.
Nessuna responsabilità per la giunta Lucini, cui venivano contestati in origine danni erariali da 400mila euro per aver votato quell’accordo bonario. In pratica, secondo quanto sostenuto dalla Procura della Corte di conti che ha citato a giudizio Ferro e Viola, questi ultimi non avrebbero messo la giunta nelle condizioni di poter evitare il presunto danno. L’atto di citazione è stato notificato nelle scorse ore agli interessati, anche se la Procura contabile ha tenuto a precisare che si tratta di una «parziale chiusura» degli accertamenti finanziari sull’opera, che viene definita come una delle «più grandi opere incompiute della Lombardia». Nel dettaglio, la cifra che verrà contestata ai due tecnici del Comune di Como è di 2.932.090,99 euro, divisi in un milione e 800mila per Ferro e 1.132.090,99 per Viola.
Pesanti le parole utilizzate dalla Procura della Corte dei Conti in merito all’opera.
«I lavori aggiudicati all’impresa Sacaim con il contratto d’appalto del 14 maggio 2007 avrebbero dovuto concludersi entro il 5 maggio 2011. Tuttavia tali lavori sono stati realizzati solo in minima parte e – soprattutto – risultano in gran parte privi di alcuna utilità anche per l’inadeguatezza alle disposizioni antisismiche».
Insomma, secondo quella che impropriamente – essendo questioni contabili – definiamo “accusa”, quel poco che sarebbe stato fatto avrebbe pure grosse pecche.
Nella bufera coloro che avrebbero «agevolato le sospensioni dell’attività dell’impresa per l’approvazione di varianti non conformi a quelle consentite». Perizie di varianti «in corso d’opera» che avrebbero «stravolto e modificato radicalmente il progetto originario».
La chiosa è ancora più pesante: «Le barriere anti esondazione del Lago di Como sono ormai definibili a pieno titolo come una delle più grandi opere incompiute della Lombardia, con permanenza di rischi da valutare nell’ipotesi di esondazione».
La citazione – come specificato – è solo il primo esito di una indagine più complessa correlata all’ingente danno patrimoniale per l’inutile protrazione di lavori finanziati ad oggi con l’importo mostruoso di oltre 31 milioni di euro di cui almeno 10 milioni ancora «assoggettati ad ulteriori indagini».

2 Marzo 2017

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