Corteo ecologista in città, dopo il caos le polemiche. Domani un incontro in Questura per ricostruire l’accaduto

traffico

Consumismo sfrenato contro ambientalismo. Oppure friday, inteso come Black friday, sinonimo ormai anche alle nostre latitudini di shopping compulsivo, contro i Fridays for future, ovvero il movimento giovanile a favore del clima. Comunque lo si voglia intendere, venerdì pomeriggio, a causa della concomitanza di diversi fattori, la città è piombata nel caos più totale. Code interminabili di auto immobili in ogni strada e due ore di autentico blocco. E così, archiviata la serata di delirio sulle strade della città, restano le polemiche per un corteo organizzato dal movimento Fridays for Future in occasione del quarto sciopero mondiale per il clima, partito venerdì alle 17.15 in piazzale Montesanto, che ha rapidamente bloccato il capoluogo. E, come detto e come spiegato da diversi interlocutori, il collasso viabilistico che ha coinvolto la città da viale Innocenzo a viale Lecco, da via Castelnuovo a viale Giulio Cesare fino alla Napoleona, ha generato momenti di alta tensione.
«Sì, ci sono stati momenti di agitazione soprattutto in uscita dall’autosilo di via Auguadri per regolare il deflusso – dice l’assessore alla Polizia locale Elena Negretti – Detto questo, lo sciopero dei treni, il corteo dei ragazzi (peraltro contenuto visto che erano in 30), il Black friday e i primi cittadini in giro a fare shopping hanno creato questi problemi. In ogni caso lunedì abbiamo fissato un incontro in Questura per capire l’accaduto». Si è infatti parlato di una deviazione del corteo dal percorso stabilito che avrebbe creato disagi.
E in effetti all’autosilo del Tribunale, ad esempio, un automobilista ha abbandonato la macchina sulle rampe, mentre al passaggio a livello di viale Lecco alcune vetture sono rimaste incastrate tra le sbarre che si sono abbassate. Super lavoro dunque per gli agenti. «Si tratta di un briefing sulla sicurezza pubblica. Sarà un tavolo di confronto come abbiamo già fatto altre volte, ad esempio, dopo la partita del Como contro il Lecco», spiega il questore di Como, Giuseppe De Angelis annunciando l’incontro di domani. Sul fronte politico, critico Alessandro Rapinese: «Questi ragazzi che manifestano per il clima hanno causato uno smog senza pari». Più moderato Antonio Tufano (gruppo misto). «Sicuramente qualcosa non ha funzionato. Serve un tavolo di coordinamento tra enti che faccia in modo che queste manifestazioni non diventino delle trappole per i cittadini. E purtroppo le auto in coda hanno contribuito ad aumentare l’inquinamento e dunque anche l’obiettivo dei manifestanti ha avuto un effetto opposto», dice Tufano. Infine, Stefano Fanetti del Pd. «Ancora una volta l’amministrazione comunale di centrodestra ha dimostrato di non saper gestire situazioni complesse: corteo, sciopero dei mezzi ferroviari, Black friday e Città dei Balocchi richiedevano una capacità decisionale ben diversa. E oggi (ieri, ndr) non ci sembra proprio che la situazione sia molto differente».
Chi è intervenuto in strenua difesa dei ragazzi è il presidente dell’Arci di Como, Gianpaolo Rosso. «Solo la malafede può portare a pensare che il traffico sia impazzito per la manifestazione che, provenendo da un’area quasi senza macchine, non avrebbe avuto nessuna possibilità di crearlo – scrive Rosso – Per la prima volta il traffico ostacola una manifestazione politica. Davvero paradossale la situazione di venerdì sera, giornata maledetta per l’orgia consumista che ha spinto in convalle migliaia di auto in più, complice l’amministrazione comunale che nulla ha saputo predisporre per un prevedibilissimo evento».

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