Così il Fai illuminerà la cultura

Nuovo staff

È stata presentata ieri in città la nuova delegazione comasca del Fai (Fondo Ambiente Italiano). Durante la conferenza stampa, che si è svolta all’Hotel Terminus di Como, a fare gli onori di casa è toccato a Silvia Caprile chiamata, insieme ad un team di amici collaboratori, a guidare la sezione lariana dell’importante Fondazione, senza scopo di lucro, nata nel 1975 con il preciso scopo di contribuire a tutelare, conservare e valorizzare il patrimonio architettonico e paesaggistico del nostro

Paese.
«Il nostro compito – ha detto Caprile – è quello di mettere a disposizione del Fai una giovane squadra che aiuti a evolvere la sua preziosa filosofia. Vogliamo preservare l’arte, educare i giovani, vigilare il territorio intervenendo a sostegno di buone iniziative. Solo così possiamo tutelare le nuove generazioni, garantendo che l’immenso patrimonio del passato sia consegnato intatto al futuro».
«Per quanto riguarda i nostri primi passi – ha aggiunto la capo delegazione comasca – posso dire che stiamo già collaborando agli eventi nazionali promossi dalla Fondazione e programmando un’iniziativa comasca intitolata “Fai Luce”, per la cui realizzazione lavoreremo in sinergia con il “Festival della Luce” promosso da Franco Brenna. Vale la pena ricordare che in provincia di Como ci sono due magnifici esempi di beni tutelati dal Fai, come Villa Fogazzaro Roi a Valsolda, “piccolo mondo antico” carico di suggestione, e Villa Balbianello a Lenno, il promontorio più emozionante del Lago di Como. Senza dimenticare la Velarca, casa-barca costruita negli anni Cinquanta e donata al Fai da Aldo e Maria Luisa Norsa, e la Torre di Ossuccio, altro baluardo che permette alla Bassa Tremezzina di godere di un privilegio assolutamente meritato».

Maurizio Pratelli

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