Elezioni 2012

Così il voto ha cambiato i luoghi del potere

Bar, ritrovi-talismano, sedi dei movimenti: la nuova mappa dopo l’avvento del centrosinistra a Como
Un esito elettorale come quello che ha sconvolto gli antichi equilibri comaschi tra il 6 e il 21 maggio scorsi non cambia soltanto la geografia politica tra i banchi di Palazzo Cernezzi. Ci sono altri luoghi che raccontano i nuovi equilibri. Insomma, il centrosinistra al governo del capoluogo porta con sé nuovi riferimenti, fisici oltre che politici.
I NUOVI POTENTI
L’affermazione di Mario Lucini nasce sostanzialmente con due punti cardinali. Uno di sostanza, il secondo più che
altro come portafortuna. Il primo è senza dubbio il luogo simbolo del cambiamento di colore dell’amministrazione: l’auditorium del Don Guanella, in via Tommaso Grossi. Qui, infatti, si sono consumati i momenti salienti della (fortunata) campagna elettorale del neosindaco, fino al climax del 21 maggio scorso, con la festa per la vittoria che resterà un’istantanea (quella in alto a destra, peraltro) per sempre.
Ma c’è un altro posto che (consciamente o no) il centrosinistra, soprattutto nella grande anima Pd, dovrebbe eleggere a talismano. È il Birrificio di Camerlata. Ritrovo di cento, mille comizi politici di ogni colore, per carità. Ma ci sarà un motivo se, nel 2005, e poi ancora il 23 marzo del 2010, Luca Gaffuri aveva avviato la campagna elettorale tra fiumi di birra e salsicce e venne eletto in Regione, così come Mario Lucini, il 9 marzo scorso, ha ripetuto l’identico rituale con il risultato noto. Ancora non esiste un bar o una pizzeria di riferimento.
Ma è comprensibile: il concetto di “mangiata-diffusa” è più tipico del centrosinistra, rispetto al ristorante-totem più caro al centrodestra.
C’è poi il caso singolare della sede del Pd. È in via Regina 17.
A due passi da quella del Pdl, al 53 della stessa strada. Quale conti di più, oggi, a differenza soltanto di un mese fa, non è difficile da intuire.
GLI ANTICHI DOMINATORI
Sarà difficile, d’ora in poi, ascoltare le grandi strategie politiche del centrodestra al Bar San Fedele dell’ex assessore Enrico Cenetiempo (Pierangelo Gervasoni e Claudio Corengia, ospiti fissi). Al massimo, si potrà rubacchiare qualche ipotesi di opposizione. E due templi del bel vivere targato Pdl – i ristoranti di Villa Geno e dello Yacht Club – resteranno sempre belli uguali. Ma le sorti della città non dipenderanno più così tanto da quei branzini al sale consumati, per esempio, dal presidente della Provincia Leonardo Carioni, leghista doc e amante dell’ameno sito.
Così come si chiude (almeno in termini di potere al governo) l’epoca del ristorante-pizzeria “Ul Bacan” di Camerlata, dove i grandi tessitori del Pdl (Umberto D’Alessandro e Patrizio Tambini su tutti) hanno consumato pizze intere in onore del governo di Como. Insomma, la musica, anche a tavola, è cambiata.

Emanuele Caso

Nella foto:
L’auditorium del Don Guanella stracolmo di sostenitori di Mario Lucini la sera della festa per l’elezione a sindaco
25 maggio 2012

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