COSÌ L'ECONOMIA SI AUTOREGOLA

di GIORGIO CIVATI

Sui due lati del confine
Eper fortuna che c’è la Svizzera, qui, a due passi. Lo pensavano già molti di noi comaschi per via del prezzo “scontato” – per la verità soltanto meno tassato e tartassato – della benzina. Lo sapevano benissimo i negozianti lariani, che sulla clientela scudocrociata da sempre basano buona parte dei loro affari.
Ora si scopre che a beneficiare della vicinanza con la Confederazione elvetica sono anche altre categorie: gli artigiani, per esempio. Falegnami, muratori, idraulici e via di
questo passo prendono infatti sempre più spesso la strada che dall’Italia porta in Svizzera.
Nonostante la campagna denigratoria della Lega dei Ticinesi contro gli italiani frontalieri, la Svizzera gioca insomma un ruolo importante per un territorio come il nostro, a ridosso del confine. Di più, gioca un ruolo che va al di là delle ideologie politiche, degli schieramenti partitici e anche di presunte battaglie campaniliste o addirittura quasi razziste.
Allo stesso modo, pure l’Italia e gli italiani hanno una valenza, addirittura un valore, per gli svizzeri. Il caso degli artigiani, di cui diamo conto quest’oggi in cronaca, è emblematico: con 15mila richieste di permesso temporaneo di lavoro in nove mesi, la crescita dei lavori svolti oltrefrontiera da italiani è stata esponenziale. Segno che c’erano voglia e disponibilità da parte dei nostri imbianchini, idraulici o di altre tipologie di artigiani; ma anche che c’erano la richiesta, la necessità di “importare” lavoratori, competenze, professionalità da parte degli svizzeri.
I vantaggi, ci pare evidente, sono reciproci. Da una parte, in Italia, si avvantaggiano gli artigiani che magari avrebbero meno lavoro per via della crisi internazionale, per i minori soldi disponibili, per le difficoltà di molte aziende e di altrettante famiglie. Dall’altra parte, però, in Svizzera, scarseggiano certe figure professionali, che arrivano invece proprio dalle fasce di confine del nostro Paese. È l’economia, semplicemente, che si autoregola. O magari è buon senso. Manca un falegname a Mendrisio? Lo si cerca a Cantù. Allo stesso modo se la “super” a Como costa come il Brunello di Montalcino, ecco a portata di pieno Chiasso.
Spogliata di ragionamenti politici tanto contorti quanto improduttivi, la vicinanza tra Canton Ticino e provincia di Como, tra Italia e Svizzera, ci pare insomma soltanto un’opportunità. Per noi tutti che vicino al confine viviamo e, magari, anche per quella parte più becera e contorta della burocrazia italica.
Sapete cosa serve all’idraulico di Drezzo per poter andare a lavorare a Morbio? Una “mail” all’Ufficio Cantonale competente. Semplicemente una “mail”: c’è di che essere un po’ invidiosi pensando a quanta carta, perdite di tempo e stress servono al di qua del confine.

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