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«Costi e tempi per la bonifica sono aumentati»

La pulizia del sottosuolo nell’area di via GrandiIl titolare dell’impresa all’opera in Ticosa: «Trovati più inquinanti del previsto»«Confermo che costi e tempi per il completamento della bonifica saranno più alti. Ma le nostre procedure sono sempre state trasparenti e verificate».Il titolare della “Autotrasporti Pensiero”, l’azienda che ha vinto l’appalto per la bonifica nell’ex area Ticosa, replica all’azione “di forza” messa in campo dal Comune di Como. Ovvero, la serie di campionamenti ulteriori nel sottosuolo dell’ex tintostamperia per verificare in proprio la veridicità dei dati dichiarati dai privatisulla quantità e sulla qualità degli inquinanti rinvenuti.«Noi abbiamo gestito tutta l’operazione di bonifica con assoluta trasparenza, anche nei confronti dell’amministrazione – rivendica Roberto Pensiero – Tra l’altro, non abbiamo agito in solitudine, ovviamente. Ma sempre in accordo con gli enti di controllo preposti a questo tipo di lavori (Arpa e Provincia, ndr).Il punto, però, è che la nuova giunta, e segnatamente l’assessore all’Ambiente, Bruno Magatti, non sembrano essere del tutto convinti del lavoro svolto. Tanto da affidarsi a un laboratorio specializzato (inizialmente non previsto) per analizzare nuovamente i materiali della bonifica. E, soprattutto, verificare se la presenza di amianto è abbondante quanto ha dichiarato la ditta (con relativa necessità di 800mila euro in più per lo smaltimento).«È vero che durante le operazioni sono emersi materiali difformi rispetto a quelli ipotizzati nella fase iniziale – specifica Pensiero – Ma non si può mai avere la certezza assoluta di cosa si troverà nei terreni». «Voglio però precisare – aggiunge il titolare dell’azienda – che anche noi ci siamo affidati a un laboratorio specializzato e certificato per l’analisi dei materiali. Siamo assolutamente tranquilli. Poi, se il Comune vuole analizzare ulteriormente i terreni, per noi non c’è alcun problema». Se emergessero forti divergenze, però, si potrebbe profilare come minimo una situazione imbarazzante. O, nella peggiore delle ipotesi, addirittura un contenzioso legale. «Non penso – ribatte Pensiero – Anche in caso di risultati non coincidenti, ci si siederà a un tavolo e si confronteranno i dati. Di sicuro c’è un fatto: finora abbiamo sostenuto costi in più, a causa degli imprevisti, che nessuno ci ha ripagato e di cui dovremo rientrare. E anche i tempi per la conclusione, che pure non è lontana, saranno più lunghi».

Emanuele Caso

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