Sport

Costi per l’ordine pubblico. Lega Pro sul piede di guerra

altOneri a carico delle società: sindacati di polizia favorevoli
«Vogliamo un calcio a porte chiuse?». Parole del presidente di Lega Pro, Mario Macalli, rispetto alla proposta di far pagare alle società di calcio gli straordinari delle forze dell’ordine. «È troppo facile attaccare il calcio – dice ancora il numero uno – dimenticando il contributo economico che ha dato allo Stato in tutti questi anni senza mai ricevere nulla, nemmeno un euro, a fronte di un miliardo all’anno di imposte. Il calcio non nuota nell’oro. Le società pagano già gli steward

per la sicurezza all’interno degli stadi».
Una questione che è al centro dell’attenzione in questi giorni. Una proposta arrivata direttamente dal presidente del Consiglio Matteo Renzi nelle ore in cui si discuteva il decreto legge contro la violenza negli stadi che, dopo la fiducia alla Camera (incassata con 323 sì, 168 no e 9 astenuti), dovrà passare al Senato ed essere convertito in legge entro il 21 ottobre.
Il testo prevede che gli straordinari delle forze dell’ordine impegnate allo stadio vengano pagati dai club (di serie A, B e Lega Pro), con un prelievo dall’1 al 3% sugli incassi al botteghino. Una proposta che ha avuto il merito di compattare tutti i club – solitamente tra loro molto litigiosi – che si sono detti contrari. E per la Lega Pro, il campionato in cui milita il Como, Macalli non ha nascosto la sua contrarietà.
La proposta raccoglie consensi fra i sindacati di polizia, i cui rappresentanti hanno parlato ai microfoni di Etv.
«Se una misura del genere può ridurre la spesa dello Stato e se questo risparmio viene reinvestito nella sicurezza siamo più che favorevoli – ha spiegato Ernesto Molteni, segretario cittadino del Sap – speriamo che dalle parole si passi ai fatti: sentiamo parlare di questi temi da anni, ma finora non è cambiato nulla».
«Sarebbe una vittoria storica – aggiunge Paolo Tabacco, segretario comasco del Siulp – le partite di calcio, in fin dei conti, sono eventi privati ma l’impiego di agenti per questi eventi è così elevato che non è giusto far ricadere questi costi sulla spesa pubblica. È giusto che ognuno contribuisca secondo le sue possibilità».
«È un primo passo positivo – sostiene il segretario del Silp di Como Robes Ivan Roncolato – Da anni noi chiediamo una diversa gestione economica della sicurezza degli impianti. Ovviamente la proposta va modulata perché sappiamo bene che l’impiego dei poliziotti è diverso a seconda delle città e degli stadi».
Ma il calcio, come detto, si sta mobilitando, la Lega di serie A ha già convocato una assemblea straordinaria per il prossimo 10 ottobre. Ed è facile pensare che – prima dell’approvazione in Senato – non mancheranno la pressioni per cambiare qualcosa ed evitare il salasso per i club. Una partita, tanto per stare in tema, che è ancora tutta da giocare.

3 Ottobre 2014

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