Covid: allarme in India, mancano letti e ossigeno esaurito

Molti decessi non contabilizzati

(ANSA) – NEW DELHI, 21 APR – Il sistema sanitario indiano è sull’orlo del collasso, travolto dalla seconda ondata di Covid19, che oggi ha registrato il record di 295 mila nuovi casi e di oltre 2 mila decessi. Varie metropoli, prima tra tutte la capitale, non hanno più letti liberi negli ospedali, con le unità di terapia intensiva al completo da giorni. Identica la situazione nelle cliniche private. Fuori dagli ospedali ci sono comunque code interminabili di ambulanze, autorickshaw e veicoli privati, con ammalati che respirano grazie alle bombolette d’ossigeno e sperano di essere ammessi in corsia. Le televisioni sono invase da immagini dei crematori, dove gli addetti non riescono a smaltire l’eccesso di cadaveri, con i familiari che attendono anche giorni per assistere ai riti funebri dei loro cari. Molti cronisti suggeriscono che le vittime dell’epidemia siano molto più numerose di quelle ufficialmente registrate: "In tanti casi", osservano, "gli ammalati non raggiungono gli ospedali e muoiono in casa". L’agenzia Pti riferisce oggi della guerra in corso tra gli stati, che si contendono le riserve di ossigeno, ormai in esaurimento. L’amministrazione di Delhi ha chiesto al governo centrale di aumentare la quota stabilita dalla legge; lo stato del Maharashtra lamenta che le 1.250 tonnellate metriche prodotte localmente al giorno non bastano, e chiede che almeno altre 300 arrivino dagli stati confinanti. Affari d’oro per il mercato nero dei due farmaci Remdesivir e Tocilizumab, suggeriti dal ministro della Salute indiano per trattare gli ammalati, e dei quali è vietata l’esportazione: le agenzie riferiscono dell’arresto di Rachit Ghai, spacciatore di Noida, città satellite di Delhi, che vendeva una fiala di Remdesivir dalle 15mila alle 40mila rupie, 600 euro; un ciclo completo ne prevede almeno sei. (ANSA).

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