Covid: altri 59 casi domestici in Cina, test massa in Fujian

Nella provincia di sudest l'ultimo focolaio della variante Delta

(ANSA) – PECHINO, 14 SET – La situazione Covid si complica nella provincia cinese di sudest di Fujian, dove ieri sono stati rilevati lunedì 59 contagi locali di variante Delta, a fronte dei 22 di domenica, più un ulteriore asintomatico, tutti nelle città di Xiamen, Quanzhou e Putian. Secondo gli aggiornamenti della Commissione sanitaria provinciale, sono saliti a 102 i casi accertati dal 10 settembre, giorno dei primi due contagi accertati in una scuola. I 21 asintomatici sono sotto osservazione medica, insieme alle 3.597 persone risultate "in stretto contatto" con soggetti a rischio. A Xiamen sono state avviati i test all’acido nucleico di massa, mentre le tratte a lunga percorrenza degli autobus sono stati sospesi. Scuole primarie, secondarie e università hanno fermato le lezioni in presenza a favore della modalità online. Chiusi tutti gli asili. Misure simili sono state adottate anche a Quanzou e Putian. Le autorità hanno affermato che il paziente zero del cluster potrebbe essere un uomo di Putian che era tornato di recente da Singapore, sviluppando i sintomi dopo aver completato la quarantena di 14 giorni, risultando inizialmente negativo al virus. Il figlio dodicenne dell’uomo e un compagno di classe sono stati tra i primi pazienti rilevati la scorsa settimana, poco dopo l’inizio del nuovo anno scolastico. La variante Delta ha guadagnato terreno nelle aule, infettando più di 36 bambini tra cui 8 di asili nido, hanno riferito le autorità locali. La Cina ha somministrato finora più di 2,15 miliardi di dosi dei suoi vaccini contro il coronavirus, secondo gli aggiornamenti della Commissione sanitaria nazionale, abbastanza per immunizzare del tutto quasi il 70% della popolazione. Ma la maggior parte dei bambini non è vaccinata, suscitando il timore che l’ultimo focolaio del Fujian possa colpire la fascia più vulnerabile del Paese. Lunedì l’ambasciata cinese a Singapore ha avvertito i suoi cittadini di essere "cauti" nel viaggiare nella città-Stato e di "essere preparati psicologicamente ed economicamente" per le difficoltà al rientro in Cina. (ANSA).

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