Covid Hotel, solo 4 gli ospiti su 122 camere

Dati in leggero calo

Solo 4 pazienti ospitati su 122 camere disponibili per le province di Como e Varese. Il fronte Covid Hotel, nonostante le polemiche anche aspre della scorsa settimana potrebbe chiudersi prima del previsto in tutto il territorio dell’Ats Insubria per “mancanza di ospiti”. Pochi giorni fa, ricordiamo, veniva lamentata l’assenza di una struttura in provincia di Como. Carenza poi colmata dall’adesione data dal Just Hotel di Lomazzo, un quattro stelle a fianco dell’autostrada, con 77 camere pronte, come ha spiegato il direttore sociosanitario di Ats Insubria, Ettore Presutto.
«Attualmente abbiamo 4 pazienti seguiti, tutti a Gallarate, la prima struttura che ha aderito», ha detto Presutto. Il terzo albergo del territorio insubrico è il “Sacro Monte” di Varese. Ancora nulla di fatto invece per l’hotel “B&B Como City Center”. Ats Insubria ha chiarito ieri però il piccolo giallo che si era creato con la proprietà dell’albergo, che aveva denunciato – con tanto di comunicato stampa pubblicato anche su queste colonne – di aver dato disponibilità, ma di non aver ancora ricevuto alcuna risposta. «La domanda non era stata presentata in Ats come previsto dal bando nella delibera regionale – spiega la dirigente sanitaria Ester Poncato – era stato sbagliato l’indirizzo di posta elettronica. Abbiamo contattato noi l’hotel anche per chiarire alcune affermazioni, diciamo poco gradevoli, che erano state fatte. Ora è stato avviato l’iter di verifica. Non si tratta però della “solita burocrazia”, come qualcuno potrebbe pensare, ma di un percorso che prima di tutto deve mettere in sicurezza le persone e utilizzare soldi pubblici. Per lo stesso motivo abbia dovuto annullare una possibile convenzione con Villa Porro Pirelli di Induno Olona, che chiedeva garanzia sulla copertura di alcune camere. Se poi non abbiamo i pazienti, la Corte dei Conti chiede conto a noi», ha concluso Ester Poncato.
Il Covid Hotel è una struttura che va a ospitare i positivi al Covid, autosufficienti, asintomatici o pauci-sintomatici (con pochi sintomi), ma che hanno problemi a svolgere l’isolamento a domicilio, perché convivono con altre persone in pochi locali o hanno in casa persone con fragilità che potrebbero essere contagiate.
«Anche gli albergatori devono capire che non si può andare oltre a certe aspettative per l’occupazione delle camere», ha concluso la dirigente dell’Ats Insubria.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.