«Covid, i numeri sono buoni. Necessaria la massima allerta»

Seconda ondata di coronavirus a Como. Ambulanze e volontari della croce rossa fuori dal pronto soccorso dell’ospedale Valduce

I timori che il Coronavirus stesse riprendendo slancio, visti i numeri in salita della scorsa settimana, fortunatamente sono alle spalle. Il dato dei nuovi contagi, infatti, in base alle rilevazioni fornite periodicamente da Ats Insubria, è in calo.

Se si contavano 999 positivi nella passata settimana, le nuove cifre indicano, nel Comasco, un dato pari a 942 casi, aggiornato al 6 maggio. Non si tratta in effetti di un calo drastico ma a livello territoriale – ovvero analizzando quanto sta accadendo sia nella provincia di Como che in quella di Varese, che vanno a comporre il bacino di utenza di Ats Insubria – si è passati da 2.663 casi agli attuali 2.290, con un’incidenza di nuovi positivi ogni centomila abitanti di 154,8 rispetto al precedente 180 (a Como si è passati da 170 a 160).

«Dopo i dati preoccupanti della scorsa settimana – ha commentato il direttore sanitario di Ats Insubria, Giuseppe Catanoso – stiamo tornando a registrare una riduzione di contagi. Questo fa ben sperare per il futuro, ma l’attenzione resta massima».

E anche sul fronte scolastico, ambito tra i più a rischio per stimolare una ripresa del contagio, la situazione è positiva. Se infatti dal 19 al 25 aprile gli studenti comaschi in quarantena erano stati 2.058, considerando le scuole di ogni ordine e grado, dal 26 aprile al 2 maggio si è toccata invece quota 1.687. Unico elemento di attenzione la situazione dei bimbi dell’infanzia in quarantena che sono saliti dai 573 di sette giorni fa ai 673 del 2 maggio. Sono infine solo due i focolai (situazioni con più di due contagi nello stesso luogo), riscontrati nelle classi del territorio di Ats Insubria. La chiave vincente per poter raggiungere un livello sempre maggiore di tranquillità resta sempre il vaccino: nella provincia di Como sono state finora eseguite 143. 917 somministrazioni di prime dosi, con 52.348 seconde dosi. «E in base alle evidenze che abbiamo, man mano che aumenta il numero di somministrazioni diminuisce quello dei nuovi positivi», spiega il direttore Catanoso.

E sempre sul fronte della situazione pandemica, della campagna vaccinale e della realtà dei ricoveri in ospedale è intervenuto il direttore generale della Asst Lariana Fabio Banfi. «Nei nostri presidi ospedalieri numerosi posti letto sono ancora occupati dai pazienti Covid (210), ma nelle ultime settimane la pressione inizia a calare, soprattutto nelle terapie intensive», ha sottolineato il direttore generale, che ha annunciato anche «la chiusura dell’Area di degenza Chirurgia 2 da oggi (ieri, ndr) che era stata riconvertita per accogliere i pazienti colpiti dal virus». Banfi ha poi sottolineato la necessità di tornare a garantire appieno l’attività ordinaria, ma ha anche evidenziato la necessità di «far riposare il personale che da 15 mesi regge la grande pressione determinata dalla pandemia». Sulla campagna vaccinale, il direttore generale ha confermato che le iniezioni procedono a pieno regime e ha ribadito come «tutti i vaccini sono stati approvati e sono sicuri».

Nel frattempo dal primo aprile è entrato in vigore il decreto legge 44 che impone a «tutto il personale sanitario e alle professioni connesse l’obbligo del vaccino – ha concluso Paolo Bulgheroni direttore Dipartimento di igiene e prevenzione sanitaria – È quindi subito partita da parte nostra, in base agli elenchi forniti da Regione Lombardia, una ricognizione per vedere, fra tutti questi soggetti, quanti non si sono vaccinati, capire gli eventuali motivi e farli registrare subito per l’inoculazione».

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