Covid: ristoranti e bar minacciano ‘disobbedienza civile’

Protesta social contro nuove strette. Epat

(ANSA) – TORINO, 11 GEN – Bar e ristoranti sono sul piede di guerra contro l’ipotesi di un’ulteriore stretta anti Covid, con il divieto di asporto oltre le 18, e sui social nascono iniziative di protesta con la minaccia di ‘disobbedienza civile’ e l’apertura dei locali chiusi da troppo tempo. Lo rende noto il presidente dell’Epat Torino, Alessandro Mautino. "Il periodo ormai troppo lungo di drastiche limitazioni e chiusure dei pubblici esercizi sta affossando un intero settore togliendogli la possibilità di ripartire – spiega Claudio Ferraro, direttore dell’Epat Torino – non ci pare che ipotizzare limitazioni a quelle piccole finestre di attività sia corretto, plausibile e neanche utile; serve solo ad aggravare ancor di più l’economia dei pubblici esercizi. Se si ipotizzano violazioni, come assembramenti davanti ai locali, si facciano i controlli e si irroghino le sanzioni, ma non si colpisca un’intera categoria. Questo approccio "chiusi tutti se c’è qualcuno che non rispetta le regole" è sbagliato e neanche etico. È la resa dello Stato e delle amministrazioni deputate, che riconoscono di non poter controllare, ma in un tempo come quello che stiamo attraversando non può che rendere più vivo un senso di ingiustizia per chi le regole le rispetta e vede le proprie attività morire". (ANSA).

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