Covid, situazione provinciale oltre la soglia critica

Zona gialla non significa fine dell’emergenza. L’assioma viene ripetuto da tempo e vale soprattutto per la provincia di Como, che – come evidenziano i numeri – rimane in condizioni «critiche» come spiega Samuele Astuti, consigliere regionale del Pd e ricercatore della Liuc di Castellanza. «Le ultime tre settimane parlano di una situazione costante, ma su contagi alti, circa 900 casi settimanali – spiega Astuti – Non è proprio il caso di allentare le misure e stare tranquilli. Nella regione ci sono già alcune impennate a Brescia e Bergamo, ad esempio, che devono fare riflettere anche chi ha un andamento stabile come Como e Varese». La provincia lariana si mantiene con una media superiore ai 100 casi ogni 100mila abitanti. Riguardo l’incidenza del confine sui casi di Como e di Varese, Astuti è chiaro.
«Si tratta di un fattore da considerare, ma purtroppo Regione Lombardia non fornisce più dati puntuali sui comuni – sottolinea Astuti – E, cosa ancora più grave, la nostra Ats Insubria si ostina a non fare un serio tracciamento, così si continua a combattere il virus alla cieca e a trovarlo solo quando si è fortunati».
Restando nel campo dei numeri e degli analisti dei dati, da ieri anche il dottor Paolo Spada, medico chirurgo vascolare all’Humanitas di Milano, da anni divulgatore e autore di “Pillole di ottimismo”, colloca Como tra le 21 “province rosse”.
Il nostro territorio ha infatti ha avuto – con gli ultimi dati ministeriali – un’incidenza di 166 casi ogni 100mila abitanti. Un valore superiore alla soglia critica regionale, che per la Lombardia è stimata in 154.
Questa cifra è stata calcolata in base al numero dei posti letti liberi (Covid e non Covid) negli ospedali in rapporto alla popolazione residente.
Se insomma dovesse cambiare il modello di contenimento del contagio, da regionale a provinciale, Como si troverebbe con le limitazioni più stringenti al pari di altre province quali Perugia (dove insiste un grosso focolaio), Trento, Brescia, Mantova, Napoli e Imperia.
«In questa particolare fase dell’epidemia, in cui lo spettro delle varianti si aggira incutendo il timore di una improvvisa risalita del contagio, appare particolarmente importante disporre di strumenti rapidi di lettura della situazione locale, e di meccanismi preordinati di controllo e mitigazione. Il modello delle aree rosse provinciali consente di seguire con continuità l’andamento di ogni provincia, e prevedere con sufficiente anticipo la necessità di intervento, garantendo al contempo la necessaria tempestività, e incisività», sottolinea Spada.

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