Crac di Eleca: in tre finiscono a processo

Il tribunale di Como

Era una delle imprese più floride e prestigiose del Canturino. Aveva preso incarichi importanti, si era anche proposta per la realizzazione del nuovo palazzetto dello sport della città. Poi la crisi l’aveva travolta.
Stiamo parlando della Eleca spa, azienda specializzata in impiantistica, edilizia e fotovoltaico dichiarata fallita dal tribunale di Como con sentenza del 27 giugno 2013. Un crac da decine di milioni di euro che aveva spezzato l’ascesa dell’azienda brianzola.
Ora, a distanza di 5 anni e mezzo, si torna a parlare di quel marchio per il processo penale che si è aperto ieri mattina di fronte al Collegio di Como e che ha al centro dell’attenzione anche il fallimento di altre società come la Elettro 33 (già Eleca), la Jolly Immobiliare e la Mediana srl.
Tre gli imputati. Secondo il pm Mariano Fadda, il dissesto della Elettro 33 (nome della società liquidataria della Eleca) sarebbe stato aggravato dalle azioni messe in opera dagli imputati, che avrebbero così «favorito imprese correlate e soggette al loro controllo» danneggiando tuttavia «il ceto creditorio». Condotte di distrazione, di bancarotta preferenziale, di infedeltà documentale che sono poi confluite nel capo di imputazione. L’udienza è stata aggiornata a maggio. Costituiti come parte civile i tre fallimenti confluiti nell’atto di accusa, ovvero il Fallimento Elettro33-Eleca (avvocato Arnaldo Giudici), il fallimento Jolly immobiliare (avvocato Roberto Lupone) e il fallimento Mediana srl (avvocato Massimo Cordiano).

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