Cracco: «Nuovi talenti in cucina». La ricetta per lanciare il territorio

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Il divo di “Masterchef”
Successo per l’incontro con il celebre cuoco a RistorExpo di Erba

C’era l’atmosfera tipica dei concerti rock, carica di curiosità e adrenalina, ieri mattina alla fiera RistorExpo di Erba, per l’atteso appuntamento con Carlo Cracco, star internazionale della gastronomia.
Il temutissimo giudice del talent show televisivo Masterchef è stato accolto da oltre trecento persone, una platea in larga parte composta da alunni degli istituti alberghieri del nostro territorio, che in questi ultimi tempi hanno conosciuto un’escalation di iscrizioni anche grazie

al successo delle gare di cuochi in tv. Tutti arrivati al centro Lariofiere di viale Resegone desiderosi di conoscere il celebre chef e le sue conoscenze, dietro il personaggio catodico.
Alle recenti critiche alla cucina tradizionale lariana, definita “povera e banale” dalla chef stellata Sara Preceruti della “Locanda del notaio” di Pellio Intelvi, Carlo Cracco ha risposto con un inno alle radici.
«Il mio ultimo libro A qualcuno piace Cracco. La cucina regionale come piace a me – ha detto al centro Lariofiere ieri mattina – è incentrato proprio sulla cucina che è espressione dei vari territori che compongono la nostra Italia, un patrimonio che è sicuramente una ricchezza e che va pertanto valorizzato. Certo, come per ogni cosa, si potrebbero trovare dei modi per renderla più attuale, ma la cucina tradizionale non è mai povera e banale, fa parte della storia di un popolo».
E cosa si potrebbe fare a Como, città turistica e sede di importanti alberghi? «La vostra è una città bellissima, che si valorizza da sola, anche in virtù del paesaggio che la circonda. Ma per quanto riguarda la ristorazione, bisogna portare avanti i nuovi talenti, cercare di respirare aria di rinnovamento e proporre piatti interessanti, anche rimanendo legati alle tradizioni».
Interrogato sul presente e il futuro della ristorazione italiana, lo chef pluristellato ha detto che «questo è un momento molto positivo per la cucina, il cibo non è più solo un prodotto, ma è attenzione a quello che si mangia, è presa di coscienza, valorizzazione del territorio».
«Quello che manca – ha continuato Cracco nel suo incontro erbese – è riuscire a fare il salto successivo tutti insieme, com’è avvenuto in Spagna, Danimarca e Perù affinché la nostra cultura culinaria diventi un punto di riferimento internazionale. E per questo manca davvero poco».
E quando lo si stuzzica sugli istituti alberghieri e sui loro alunni, di certo non si tira indietro.
«Ci vuole maggiore attenzione nelle scuole – ha affermato Cracco – bisogna investire di più nelle attrezzature. Le cucine, per esempio, dovrebbero essere come quelle dei grandi ristoranti e anche la sala dovrebbe avere la stessa importanza. I ragazzi devono avere i mezzi migliori per raggiungere i loro sogni».
E se dovesse dare un consiglio? «Girate – ha dichiarato lo chef stellato – girate più che potete, aiuta a mettersi al passo con il mondo della gastronomia. Andate via per almeno un paio d’anni e visitate le varie cucine, dal Sud America all’Asia, esplorate».
Insomma, un invito a lasciare le dolci sponde del lago proprio quando i cervelli in fuga aumentano sempre di più?
«Quando si torna a casa – ha puntualizzato Cracco – in quel preciso momento si capisce l’importanza della cucina italiana. Si torna per migliorare, sviluppare e mettere in pratica quello che si è imparato fuori».
E a chi gli ha chiesto se la televisione gli tolga del tempo alla cucina, ha risposto: «La tv è solo un passaggio e la popolarità non dà professionalità, anzi ti obbliga a dare ancora di più perché bisogna costantemente dimostrare di essere all’altezza delle aspettative».
Gli chef di domani, quelli che sognano di prendere il suo posto, non si sono risparmiati in domande. «Qual è il suo piatto preferito?». Cracco ha risposto: «La pasta, anche se è cinese, noi l’abbiamo resa nostra. Perché la cucina non è esclusiva di qualcuno o di qualche Paese, ma di chi riesce a farla propria».
Umiltà e passione, a differenza di quello che appare in televisione, contraddistinguono il “Cracco pensiero”. Quando si è esaurito il tempo per le domande, Cracco è stato assalito per le foto e gli autografi di rito.

Enrica Corselli

Nella foto:
Carlo Cracco durante l’incontro di ieri mattina alla fiera RistorExpo di Erba per la presentazione del libro A qualcuno piace Cracco

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