Crack Etruria, rimborsi in arrivo anche nel Comasco e in Ticino

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Sono decine i risparmiatori ticinesi e comaschi che, a cominciare dai prossimi giorni, si vedranno accreditare, sui propri conti bancari, la prima tranche di indennizzo deliberata dalla commissione tecnica che sovrintende alla procedura di ristoro di chi era rimasto incastrato nel crack delle popolari venete e altre banche, tra cui la più nota è Etruria.
La Consap, società del Tesoro che ha seguito la partita rimborsi con la commissione tecnica, ha reso noto di aver «deliberato, in attesa del piano di riparto, un anticipo nella misura del 40%». E di aver «avviato» anche le procedure «per le disposizioni di pagamento attraverso la Ragioneria generale dello Stato».
In pratica, in queste ore sono partiti i primi bonifici. Le domande di rimborso, in totale, erano state oltre 144mila. Di queste, per ora, ne sono state validate poche migliaia sulla base di una serie di controlli. Lo Stato, al momento, ha deciso di risarcire ai risparmiatori truffati il 30% di quanto perso.
Franco Spallino, consulente finanziario indipendente comasco, ha condotto con altri, sin dal primo momento, la lunga battaglia dei rimborsi: prima nelle Procure e nei Tribunali, poi anche nelle commissioni parlamentari.
«È stato fatto finalmente un passo importante – dice – ma è soltanto il primo. Stiamo parlando di un acconto, pari al 12% del totale delle perdite, senza dimenticare che il rimborso massimo ottenibile è fissato a 100mila euro». I risparmiatori dovranno fare i conti con l’ammontare complessivo delle richieste e con la capienza del fondo. Ma intanto qualcosa si è mosso.
«È stato un iter molto travagliato, durato anni e costellato da continui cambi di legge e decreti attuativi. Una vicenda pure molto “politica”, sulla quale, va detto, hanno inciso in modo negativo le divisioni tra le varie associazioni che rappresentavano i risparmiatori».
Il gruppo azionisti di Banca Etruria, lo stesso di cui Spallino fa parte, «ha messo in pratica una critica costruttiva molto tecnica – dice il consulente comasco – sia partecipando alla cabina di regia nei vari incontri con i funzionari e gli esponenti del governo, compreso il presidente Giuseppe Conte, sia collaborando alla stesura della legge, sia successivamente negli incontri con la Consap».
Determinanti, a parere di Franco Spallino, sono stati anche i vari pronunciamenti dei Tribunali. «La sentenza di primo grado di condanna per bancarotta fraudolenta di alcuni dei vertici di Banca Etruria è rarissima nella giurisprudenza italiana per un istituto quotato in Borsa. I componenti del gruppo azionisti Etruria sono stati ammessi nel processo come parte civile e sono stati riconosciuto come danneggiati. Altrettanto rara è stata la sentenza di ostacolo alla vigilanza». In attesa di giudizi definitivi, i risparmiatori iniziano a vedere qualcosa. I numeri comaschi e ticinesi non sono ufficiali, ma si tratta di decine e decine di persone, Anche per loro è tempo di risarcimento.

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