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Cremazione dei defunti, a Chiasso è possibile, ma c’è un problema di burocrazia

L’intoppo burocratico là dove meno te lo aspetti.L’ostacolo in più nel momento drammatico della morte di una persona cara. Per fronteggiare il problema dell’assenza in provincia di Como di un forno crematorio funzionante, i cittadini lariani potrebbero scegliere l’opzione Chiasso.

Nel cimitero della cittadina d’oltreconfine, a pochi minuti da Como, è attivo da poco più di un anno un nuovo impianto, gestito dall’Associazione Ticinese di Cremazione, un ente senza scopo di lucro che si occupa dell’intera procedura.

Da mesi però, apparentemente senza una spiegazione, il Comune di Como rende difficile se non impossibile questa soluzione chiedendo, secondo quanto denunciato dall’Associazione ticinese, il passaporto mortuario, un documento che non è necessario in base agli accordi bilaterali e che allunga i tempi per poter procedere alla cremazione, creando gravi disagi alle famiglie.

«Da qualche mese abbiamo avuto problemi burocratici con il Comune di Como – conferma al riguardo Fulvio Regazzoni, vicepresidente dell’Associazione Ticinese di Cremazione – Ci sono accordi bilaterali e nel caso specifico con 10 chilometri di distanza non dovrebbero esserci problemi. Ultimamente però sono stati messi dei paletti che francamente non riusciamo a capire».In un anno, al cimitero di Chiasso sono state effettuate 800 cremazioni, delle quali circa 150 di defunti italiani.

Il costo, per tutti, italiani e svizzeri, è di 800 franchi svizzeri.Negli ultimi mesi, le stesse imprese di pompe funebri comasche hanno scritto all’Associazione Ticinese per denunciare i problemi burocratici riscontrati con il Comune di Como. «Noi siamo una associazione senza scopo di lucro – continua Regazzoni – ma siamo anche aperti alle collaborazioni. Vista la situazione che c’è a Como, Chiasso crediamo che possa essere una opportunità per le famiglie dei defunti italiani che non sanno a chi rivolgersi».

L’Associazione Ticinese di Cremazione ha segnalato il problema al Consiglio di Stato del Canton Ticino per chiedere un possibile intervento. Da Como invece, l’assessore ai Cimiteri, Francesco Pettignano, precisa di non essere informato della situazione e assicura una verifica con l’ufficio competente in tempi brevi.

Redazione

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