«Cremazioni fuori Como, gratis le spese di trasporto». Accordo con i gestori in attesa che riparta il forno cittadino
Cronaca

«Cremazioni fuori Como, gratis le spese di trasporto». Accordo con i gestori in attesa che riparta il forno cittadino

Fra tre mesi dovrebbe ripartire, sia pure con il vecchio impianto, il forno crematorio del cimitero monumentale di Como, fermo da giugno a causa di un problema tecnico. Un disservizio che ha causato polemiche e proteste.
«Capisco il disagio di quanti devono andare fuori provincia per la cremazione spendendo più soldi. Se infatti un residente di Como spende 370 euro, andare a Varese tra spese di trasporto e altro comporta un raddoppio della cifra – dice l’assessore ai Servizi cimiteriali di Palazzo Cernezzi, Marcello Iantorno –  Proprio per esser vicini a chi ha bisogno, ho portato l’altroieri in giunta  una proposta che è stata condivisa».
Ora il costo del residente cremato è 376 euro mentre il non residente è di 471 euro. È ovvio che nel momento in cui la cremazione avviene in altri siti adibiti a tali mansioni, si entra nella categoria “extraterritoriale” del relativo Comune.
A Varese ad esempio si spendono  470 euro piu Iva, senza contare la spesa del trasporto che è di circa  200 euro.
Annuncia Iantorno: «Abbiamo ricevuto da parte di gestori di altri forni (ad esempio la struttura di Varese, ma ci aspettiamo altre offerte da parte di quelle di Trecate, Albosaggia e Cinisello) una disponibilità ad effettuare il trasporto della salma dallo spazio antistante il cimitero monumentale di Como al forno dove avverà la cremazione, e relativo ritorno dell’urna, del tutto gratuitamente.  Ho portato in giunta questa proposta, ora  il Comune di Como renderà pubblico alle imprese che esercitano il servizio funebre l’elenco delle ditte disponibili ad effettuare questo servizio alle condizioni piu vantaggiose per l’utenza».
Si prevede che la  gratuità del trasporto, una volta operativa, valga in futuro in tutti i casi in cui, per motivi tecnici o di ritardi burocratici, il Comune di Como non possa garantire l’attività del forno crematorio cittadino.
Una prospettiva tutt’altro che improbabile dato che, come detto, quello che dovrebbe ripartire fra tre mesi è il vecchio forno e quello nuovo se tutto andrà bene accenderà i bruciatori solo fra 12 mesi.
Il vecchio forno, essendo arretrato tecnologicamente e funzionando male, come detto è spento da oltre sei mesi. Da allora il progetto esecutivo per i lavori di manutenzione straordinaria necessari per rimetterlo in funzione, si è trascinato fino al bando, ora in scadenza, che prevede l’ammontare di 80mila euro. Così da avere in tre mesi il forno attivo.
Va detto che ogni anno a Como si eseguivano in media mille cremazioni.
Palazzo Cernezzi prevede che il sito venga interamente ripensato e finanziato in project financing tra pubblico e privato. Entro fine febbraio si punta a mettere a gara l’intervento e nei successivi due mesi aggiudicare il nuovo appalto.

20 Gennaio 2017

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Paolo Annoni pannoni@corrierecomo.it


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