Crepe e distaccamenti nella scalinata a lago. «L’opera va smontata»

Viola: «Servirà perforare il terreno per capire»
Le nuove immagini della scalinata realizzata lungo il primo lotto del cantiere per le paratie sono impressionanti. Il manufatto di pietra, realizzato dalla Sacaim durante la prima fase del cantiere, sembra infatti sempre più vicino a un distacco radicale dalla parete di sostegno, che poi è il muraglione di sostegno del nuovo lungolago. I nuovi scatti sono inequivocabili, al di là delle rassicurazioni del Comune di Como di cui potete leggere più avanti.
Dalla fotografia scattata in posizione

frontale rispetto alla passeggiata, si possono notare essenzialmente due cose. Innanzitutto, il manufatto appare decisamente incurvato, come se una sorta di onda si propagasse dall’alto verso il basso, almeno fino a metà dei gradini. Inutile dire che il centro di gravità di questo incurvamento è la nettissima frattura che si è creata tra la passeggiata e la scalinata stessa. Un solco ormai profondo una ventina di centimetri che si coglie a occhio nudo anche da distanze medio-lunghe.
Il secondo aspetto preoccupante emerge con chiarezza da un’altra fotografia. Si tratta dell’immagine scattata lateralmente rispetto alla passeggiata e alla scalinata stessa. Ebbene, in questo caso appare nitidamente la frattura verticale che separa il nuovo manufatto dalla parete della passeggiata. Pure se il fenomeno non può considerarsi nuovo in senso assoluto, lo scostamento sembra notevolmente accentuato rispetto a un paio di mesi fa, quando il problema dello scivolamento verso il fondo del lago della scalinata emerse in tutta la sue evidenza.
Fin qui, dunque, i documenti che chiunque può valutare ad occhio nudo.
Altra cosa, però, è la posizione ufficiale del Comune di Como sulla questione. Posizione che ha due facce: da un lato le parole tranquillizzanti del direttore dei lavori per le paratie, Antonio Viola, con le quali viene escluso ogni crollo imminente.
Dall’altro, però, ecco l’ammissione dello stesso dirigente di Palazzo Cernezzi sull’entità comunque imponente dell’intervento di ripristino della situazione.
«Noi continuiamo a monitorare la situazione con costanza – spiega Viola – e devo dire che, in base ai dati in nostro possesso, nel periodo dal 9 al 29 novembre non risultano spostamenti. Posso comunque dire con certezza che la scalinata non sta crollando». Le buone notizie, però, sembrerebbero essere finite qui. Lo dimostra, per esempio, la prima terapia d’urto ipotizzata dall’impresa Sacaim. «L’azienda – afferma il direttore dei lavori – intenderebbe eseguire delle perforazioni nel fondale del lago per capire come mai il terreno cede. La scarsa consistenza del terreno d’appoggio resta il problema principale».
Non è ancora fissata una data per questa operazione, ma probabilmente avverrà a fine monitoraggio. «Per questo mese continueremo le osservazioni, che potrebbero proseguire anche a gennaio – chiude Viola – Di sicuro, però, quando dovremo intervenire servirà smontare una buona parte della scalinata, spostare le pietre e intervenire sui tiranti. Un intervento non da poco ma tutto a carico di Sacaim».

Emanuele Caso

Nella foto:
Questa fotografia, scattata esattamente di fronte alla scalinata, evidenzia una chiara incurvatura del manufatto a partire dalla frattura in alto (Fkd)

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