Cresce il canone Rai un balzello non gradito

Viva la Rai, recita un ritornello di una canzone di Renato Zero; già la Rai, con il suo aumento del canone di un euro e 50 centesimi che rappresenta un altro balzello. La cifra in sé è modesta, ma unita agli altri aumenti dà davvero fastidio, e poi perché? Era proprio necessario regalare alla Tv di Stato ancora soldi, quando ha tutta l’aria di una televisione commerciale, dove di pubblicità anche nei suoi programmi non ne gira certamente poca.
Perché  Mario Monti non ha privatizzato la Rai, sottraendola anche di fatto al potere della politica? A cosa serve quel consiglio d’amministrazione tutto infarcito di politici? Mi chiedo perché l’Europa non sia ancora intervenuta presso il nostro governo facendo qualche critica costruttiva intorno al mondo Rai: se è una televisione di Stato non dovrebbe vivere di pubblicità, ma siccome vive anche di pubblicità questo ente diventa molto ambiguo, di Stato o commerciale? Libero o politicizzato, sotto l’effettivo controllo dei partiti politici? E per il canone non si potrebbe parlare di aiuti di Stato?
Qui l’Europa, che su tutto interviene, non dice nulla, forse perché ogni Stato ha la sua Rai. Questo mi lascia molto perplesso, ma noi paghiamo la Tv di Stato o diamo coercitivamente e sotto mentite spoglie finanziamenti ai partiti politici, visto che lì ci sono dei loro rappresentanti? Neutralità riguardo al controllo politico, ci fosse davvero. La televisione pubblica è quindi sotto il completo controllo dei politici (parlamento e governo), e quindi strutturalmente non assicura più una informazione indipendente e libera da essi, come invece la moderna teoria della separazione dei poteri vorrebbe e alla quale anche i partiti si appellano, forse solamente quelli che non hanno le mani sulla Rai?
Tanti critici hanno spesso evidenziato questo fatto accusando la Rai di mancare di pluralismo dell’informazione, di censurare professionisti meritevoli ma scomodi agli incomodi politici e di essere lottizzata da persone raccomandate dai partiti e a essi asservite.
Quanto detto è un dato di fatto, tanto che, se  non fosse abbastanza chiaro per dare un’idea di come sia governata la Tv di Stato, si può aggiungere anche che la Rai è governata da 9 membri del consiglio di amministrazione, 7 dei quali nominati da una commissione parlamentare, e 2 dal ministero del Tesoro. Più politicizzata di così… Ma suvvia, viva la Rai.
Renato Meroni

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