Cresce il vino del Lago di Como. Accordo con Regione e Unioncamere

Sono quattro le aziende agricole che hanno ottenuto l’Igt
Il vino del Lago di Como cresce. I numeri rimangono ancora decisamente di nicchia, ma le sue potenzialità ora vengono prese in considerazioni anche da Unioncamere e dalla Regione.
Oggi del Consorzio Igt Terre Lariane fanno parte dodici aziende che hanno ottenuto l’Indicazione geografica tipica. Quattro realtà sono della provincia di Como e otto lecchesi, per un totale di 150 ettari di vigneti attorno a cui gravitano circa 130 piccoli produttori, tutti con un forte orientamento alla

qualità. Già ora la produzione delle uve viene effettuata quasi esclusivamente con modalità biologiche o di lotta integrata. E ieri il Consorzio Igt Terre Lariane ha firmato un protocollo d’intesa con la Regione, rappresentata dall’assessore all’Agricoltura Giulio De Capitani e con Unioncamere Lombardia (al tavolo il presidente camerale comasco, Paolo De Santis) per lo sviluppo del prodotto. Terre Lariane è stata riconosciuta nel 2008 dal ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali sulla base di un disciplinare che prevede come zona di produzione delle uve i territori di Como e di Lecco. Le comasche del gruppo sono le aziende agricole Angelinetta e Sorsasso di Domaso (tra le sette fondatrici del consorzio Terre Lariane), l’azienda agricola Sala di Montano Lucino e La Guasta di Drezzo.
La Sorsasso è nata nel 1997 per volere di Daniele Travi e della moglie Roberta Beltracchini. Oggi produce il Domasino bianco, rosso e rosè, oltre a uno spumante a tiratura limitata. L’Angelinetta è nata nel 2008 e l’anno successivo ha acquisito in affitto i vigneti che furono di Gianfranco Miglio, portando la produzione totale a circa 10mila bottiglie, tra bianco, rosso e rosato. E poi ci sono le due “olgiatesi”, con il Merlot di Drezzo prodotto dalle cantine La Guasta, Igt dal 2009, e le bottiglie dell’azienda agricola Sala di Montano Lucino. Dal 2012, grazie all’accordo sottoscritto ieri, verranno messe a punto attività per migliorare la qualità della produzione vinicola, il suo posizionamento sul mercato e la promozione dei vini prodotti.
«È una grande opportunità per le aziende del Consorzio in primis, per tutto il comparto vitivinicolo e per il territorio lariano – ha spiegato Claudia Crippa, presidente del Consorzio vini Igt Terre Lariane – Solo tre anni fa sembrava un’utopia riuscire a mettere intorno a un tavolo i produttori. Oggi, non solo si lavora fianco a fianco in molte iniziative, ma al tavolo partecipano gli enti locali, le Camere di Commercio, la Regione e Unioncamere».
«Sabato sera avevamo a cena tutto il gruppo di Slow Food di Como, serviamo il nostro vino a Villa D’Este e dobbiamo rifiutare degli ordini dagli Stati Uniti perché non abbiamo bottiglie a sufficienza – spiega Daniele Travi di Sorsasso – È importante che si sviluppino altre cantine sul territorio, più siamo e meglio è. Noi vogliamo arrivare, fra tre anni, a 100mila bottiglie all’anno e stiamo acquisendo dei vigneti sempre qui a Domaso, ma anche altre zone della provincia possono produrre un ottimo vino».

Paolo Annoni

Nella foto:
Uva come risorsa nel Comasco. Le potenzialità del vino lariano sono cresciute negli ultimi anni

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