Sul confineSempre più presidiata la frontiera tra Italia e Ticino. Nei primi 10 mesi dell’anno sono ben 4.400 i clandestini bloccati dalle guardie di confine svizzere mentre cercavano di entrare illegalmente nella Confederazione. Addirittura il 50% in più rispetto allo stesso periodo del 2010. Aumentano anche i clandestini ricercati dalle autorità d’oltreconfine. Si è infatti arrivati a quota 1.520, il 20% in più sempre nel confronto con l’anno passato. Si tratta di chi è rimasto in clandestinità
sul territorio o che cerca di lasciare la Svizzera per il Nord Europa. Dai controlli e dalle verifiche effettuate sembra essere il treno il mezzo maggiormente utilizzato per cercare di superare la dogana. E il fenomeno dei passatori è tutt’altro che cessato, pur cambiando i suoi connotati. Sono i membri di organizzazioni criminali a scortare i clandestini nelle stazioni di Milano e Como, consigliandoli di puntare sulla Svizzera e rassicurandoli sul buon esito del viaggio. Finito invece il tempo di chi accompagnava i clandestini sui sentieri di montagna. Si tratta di figure un tempo avvolte da un alone misterioso, ma che oggi, anche a causa della pericolosità del viaggio, non esistono praticamente più. A fine ottobre intanto la confederazione sindacale “Travail Suisse” era intervenuta proprio per chiedere misure adeguate, su tutto il territorio, per far fronte al fenomeno dei clandestini. Secondo l’organizzazione, in Svizzera si nasconderebbero ben 100mila stranieri indesiderati e provenienti da Paesi esterni all’Unione europea.
Fabrizio Barabesi
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