“Criptovalley” a Campione, sì degli imprenditori

L'arco all'ingresso di Campione d'Italia

Campione d’Italia, la crisi continua nel silenzio. Ogni riunione del consiglio dei ministri potrebbe portare in dote il nome del commissario straordinario. Quindi anche lunedì potrebbe essere la giornata decisiva. Nel frattempo sembra riscuotere interesse il progetto di trasformare l’enclave italiana in Ticino in una Criptovalley. Sono una decina gli imprenditori interessati al piano, di questi 5 hanno già deciso di far scattare l’operazione. L’idea, sostenuta dai deputati del Movimento 5 Stelle di Como e Varese, Giovanni Currò e Niccolò Invidia, punta alla creazione di un ecosistema per aziende e startup basate sulle tecnologie emergenti blockchain. Tecnologie che in Svizzera hanno già avuto importanti riscontri economici e occupazionali. Il progetto in questione prevede l’utilizzo di spazi privati e pubblici per ospitare, già dai prossimi mesi, aziende che operano nel settore blockchain e che sarebbero incentivate a stabilirsi in una cornice di fiscalità agevolata, con caratteristiche sia svizzere che italiane. «L’interesse è stato fin da subito molto forte – spiega Giovanni Currò, che fa riferimento in particolare all’iniziativa di un gruppo italiano capeggiato da Paolo Siligoni, imprenditore e azionista di diverse aziende di blockchain in Svizzera e in Europa – Sono decisamente soddisfatto. Sono 5 gli imprenditori che hanno già deciso di spostarsi sicuramente a Campione d’Italia. Si tratta in prevalenza di uomini d’affari italiani che operano in Svizzera, intenzionati a tornare in Italia. E hanno interesse a sviluppare i loro progetti – fatti in Svizzera – da questa parte del confine». Quindi la new economy potrebbe rappresentare una possibile modalità di rilancio per un’economia e un territorio ormai allo stremo. Una comunità ormai in ginocchio, dove addirittura dallo scorso mese di novembre è anche operativo un banco alimentare che distribuisce generi alimentari alle famiglie più bisognose. Una realtà dove il casinò è fallito ormai dallo scorso mese di luglio e dal 31 dicembre tutti i suoi dipendenti sono stati licenziati e il Comune è in dissesto finanziario.
«Le aziende che già di sicuro andranno a Campione d’Italia porteranno con sé una trentina di dipendenti. L’obiettivo è quello di raggiungere le 50 presenze di imprenditori sul territorio – spiega sempre Currò – I contatti proseguono e l’operazione sembra piacere. Fa ben sperare per il futuro».

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