Crisi Como, i tre punti rimangono un tabù

Como Frosinone

«Non è un tema di interesse del club. Nessun commento o risposta sull’argomento». A precisa domanda sulla sorte dell’allenatore Giacomo Gattuso, il Como ha ribattuto con questa frase sibillina, chiudendo la porta a ogni possibile valutazione rispetto a un cambio del mister.
Sulla sua pagina Facebook lo stesso tecnico ha risposto a uno storico tifoso dei lariani, Paolo Corti, che lo ha voluto incoraggiare in queste ore certo non semplici. «Grazie Paolo, per l’incoraggiamento per il sostegno e soprattutto per la stima, ne abbiamo proprio bisogno! Risaliremo… perché lo meritano la squadra, la società e tutti i tifosi come te», è stata la risposta della guida azzurra.

Certo è che in questo momento la situazione è decisamente complicata; in classifica i lariani sono quartultimi con due punti, in quella che è la zona playout. Alle spalle tre formazioni che finora hanno fatto peggio, il Pordenone, con un punto, Alessandria e Vicenza, che sono ancora ancorate a quota 0. Proprio ieri la dirigenza dei veneti ha deciso di cambiare l’allenatore, esonerando Domenico Di Carlo, che da giocatore nel club biancorosso è stato una bandiera (nella sua carriera anche un periodo nel Como, tra il 1982 e il 1984). Al suo posto arriva Christian Brocchi.

Sempre ieri, peraltro, si è svegliata la Ternana, che nel posticipo del quinto turno ha avuto la meglio sull’ambizioso Parma, vincendo per 3-1. Ci si attendeva il risveglio dei rossoverdi umbri, che lo scorso anno hanno letteralmente dominato il gruppo C e per questa stagione venivano accreditati di ottime potenzialità anche per un doppio salto verso la A.
Cinque squadre finora non hanno mai vinto in serie B, oltre alle quattro già citate (Como, Alessandria, Vicenza e Pordenone) c’è anche il Crotone, che ha ottenuto tre pareggi. Quella calabrese, appena retrocessa dalla A, è tra le compagini che finora hanno maggiormente deluso.

Più che alle avversarie, il Como ora deve guardare a se stesso e ai suoi limiti. Quelli di una squadra che in ogni match è andata in svantaggio, ma che quantomeno nelle uscite iniziali con Crotone e Lecce è riuscita a recuperare e a pareggiare.
Lo scorso anno in C la cavalcata verso la B fu imperniata su un gioco con molte verticalizzazioni, con una notevole propensione offensiva. Nell’attuale torneo, dopo il Pordenone, quello degli azzurri è il peggiore attacco (tre reti per gli uomini di Gattuso, soltanto una per i cosiddetti “ramarri” friulani).
Più conforto dalla difesa, con 8 gol subiti. Da questo punto di vista i lariani hanno fatto meglio di Ternana e Vicenza (11), Crotone e Pordenone (12) e Alessandria (15). Il -8 è condiviso con Cittadella e Cosenza.

Fermo restando che ad ogni turno si registrano sorprese e la speranza dei tifosi azzurri è che finalmente ci sia un exploit dei loro beniamini, il calendario sulla carta non è molto incoraggiante con due sfide contro formazioni di vertice. Sabato alle 14 arriva sul Lario il Benevento, in grande forma, reduce dal successo per 4-1 contro il Cittadella. Poi sarà la volta della trasferta di Brescia, altra compagine costruita per puntare alla promozione in A.

Non proprio due interlocutori ideali per ingranare la marcia, anche se, allo stesso tempo, ben figurare (con il risultato) contro club di questo calibro potrebbe davvero segnare la svolta di una formazione, il Como, che in molti giudicano di notevoli potenzialità. Il problema è che finora sono rimaste inespresse. I numeri lo testimoniano.

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