Crisi in Comune a Campione, chiesto l’intervento del prefetto
Cronaca

Crisi in Comune a Campione, chiesto l’intervento del prefetto

Ai dipendenti del municipio non è stata ancora pagata la tredicesima
La crisi finanziaria di Campione d’Italia torna sul tavolo del prefetto di Como Bruno Corda.
I rappresentanti sindacali dei dipendenti del Comune dell’enclave hanno chiesto nuovamente al rappresentante del governo la convocazione di un tavolo per discutere le misure di contenimento dei costi di bilancio.

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La situazione economica di Campione, com’è noto ormai da tempo, è molto critica.
Per evitare il tracollo, il sindaco Roberto Salmoiraghi ha annunciato un piano che prevede, come misura principale, la riduzione per almeno quattro anni del 20% degli stipendi e dell’orario di lavoro di tutti i dipendenti del municipio.
Sia il sindacato sia i rappresentanti del personale hanno dato quasi subito la loro disponibilità a siglare un accordo, chiedendo che la riduzione fosse inizialmente decisa per due anni e che si valutasse, al termine di questo primo periodo, l’eventualità o meno di continuare con le misure di risparmio.
Rispetto a questa contro-proposta, però, sindacato e rappresentanti dei dipendenti sostengono di non aver ricevuto dal Comune alcun segnale.
Nel frattempo, ancora ieri sono tornati a denunciare il mancato pagamento della tredicesima e di metà dello stipendio di febbraio. «Abbiamo chiesto per l’ennesima volta l’interessamento del prefetto – fanno sapere in una nota Cgil, Cisl e Uil – perché nonostante la nostra disponibilità a ragionare sulle richieste avanzate dal Comune l’amministrazione continua a defilarsi».
Vincenzo Falanga, segretario della Uil Funzione pubblica di Como, mostra molta preoccupazione soprattutto per l’atteggiamento della giunta di Campione «che sino a qui non ha voluto incontrare il sindacato. Sono già trascorsi almeno 10 giorni dalla nostra richiesta e non abbiamo avuto alcun segnale di risposta. Sono sfuggenti, e questo non ci lascia tranquilli». I rappresentanti dei lavoratori ribadiscono la volontà di «raggiungere al più presto l’accordo per dare stabilità ai lavoratori e al paese» e per questo motivo affermano anche di aver inviato una nota ai consiglieri comunali «perché tutti sappiano e siano a conoscenza dello stallo della trattativa». Uno stallo, ripetono con insistenza, certo non imputabile al sindacato e alle rappresentanze dei dipendenti.

3 Marzo 2018

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Paolo

Paolo Annoni pannoni@corrierecomo.it


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