Crisi di governo. Locatelli: «Imbarazzante la proposta Renzi». Currò: «La Lega si sfiducia da sola»

Ministro Alessandra Locatelli

Ieri ricorreva il 65° anniversario della scomparsa di Alcide De Gasperi, cofondatore della Democrazia Cristiana e soprattutto il politico che rivestì il ruolo di ultimo presidente del consiglio del Regno d’Italia, diventando poi il primo capo di governo della Repubblica.
Difficile pronosticare se oggi un suo successore, Giuseppe Conte, possa essere protagonista di un altrettanto storico passaggio. Da primo ministro della terza repubblica a guida giallo-verde, a capo di un nuovo contratto di governo firmato Cinquestelle e Pd.
Fantapolitica forse, ma ribaltoni e controribaltoni delle ultime settimane hanno abituato a questo. Di certo, oggi, alle 15, il premier Conte comparirà dinanzi al Senato con l’ombra delle sfiducia leghista presentata. Così la questione dovrebbe, ma il condizionale è d’obbligo, giungere sul tavolo del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
«Da parte mia non posso che ribadire la massima fiducia al vice premier Matteo Salvini – dice Alessandra Locatelli, ministro della Disabilità e della Famiglia, prima di salire su un aereo – Mi auguro che per il futuro agli italiani non venga riproposto un imbarazzante Renzi. La Lega sta lavorando tanto e bene. Intendiamo sbloccare tutto quello che è fermo in questo Paese, tenendo sempre ben presente che al primo posto nelle nostre politiche ci sono i cittadini italiani e soprattutto la dignità e il rispetto dei più fragili».
Ben diversa la posizione del parlamentare pentastellato comasco, Giovanni Currò.
«Siamo di fronte a una crisi aperta dalla spiaggia, noi siamo orgogliosi di averla portata nelle sedi opportune con alto rispetto delle istituzioni che rappresentiamo – dice Currò – Quanto agli scenari, non sono appassionato di fantapolitica, ci rimettiamo al rispetto delle decisioni del presidente della Repubblica».
«Mi limito a riportare i fatti – aggiunge – Ad oggi risulta depositata una mozione di sfiducia del presidente Conte da parte della Lega. Il presidente del Consiglio rappresenta il governo nella sua interezza e quindi anche i Ministri della Lega ancora in carica e non dimissionari. Si sfiduciano da soli? Non si fidano di loro stessi?».
Di certo, però, le bordate di Salvini sembrano aver sortito un effetto, la ricompattazione del Pd, che ora sta sulla porta.
«Affronteremo qualsiasi discussione nella direzione nazionale di mercoledì – spiega la parlamentare comasca, Chiara Braga – Mi pare prematuro parlare di qualsiasi governo alternativo oggi. Ci rimettiamo alla saggezza e alla capacità di Mattarella per porre fine a questo esperimento fallimentare targato Lega-Cinquestelle».
C’è però chi già parla di un contratto Cinquestelle-Pd, di una “maggioranza Ursula”, come per l’elezione della presidente della Commissione europea Von der Leyen. Un contratto sui temi ambientali, cari all’onorevole Braga. «Sono questioni urgenti e non più rinviabili. Anche l’Europa si sta muovendo in questa direzione».
«Non nascondiamoci, la situazione economica a livello nazionale oggi è drammatica – dice Angelo Orsenigo, consigliere regionale e uomo forte del Pd sul Lario – La scorsa settimana è stato diffuso il dato sulla produzione industriale lombarda, negativo per il secondo trimestre consecutivo. Se si ferma la locomotiva d’Italia, la Lombardia, soffre tutta la nazione. I rimpalli tra Lega e Cinquestelle su questioni fondamentali per i cittadini devono finire. Si tratta di un allarme serie ed è giusto che la questione venga affidata nelle mani del presidente Mattarella».

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.