Crisi economica e franco forte. Le prostitute viaggiano low-cost

altIl fenomeno – Giovani turiste del sesso atterrano nel weekend a Malpensa e Orio
Il criminologo ticinese: «Sono italiani nove clienti su dieci»

 

La crisi economica e il franco forte nel cambio sull’euro colpiscono anche il mercato del sesso in Canton Ticino.
Ma a mettere scompiglio nel mondo della prostituzione, che in Svizzera è legale dal 1942 (al pari di Olanda e Germania), ci sarebbero le giovani squillo pendolari. Ragazze dell’Est che, con voli low-cost da Budapest Timisoara, Varsavia, Riga e Bucarest, atterrano il venerdì a Malpensa e Orio al Serio per praticare la professione più antica del mondo nel weekend. Così il settimanale ticinese “Il Caffè” è andato ad aspettare

le “donnine” in aeroporto.
Giovani, a volte giovanissime, belle e con un piccolo bagaglio nel trolley, si possono confondere con modelle arrivate in Italia per le sfilate di moda. Ad attenderle ci sono auto con targa ticinese, che le portano a destinazione e la domenica le riaccompagnano in aeroporto.
Al rientro hanno nel portafogli il guadagno della due-tre giorni – tra i 6mila e gli 8mila euro – una cifra che può tranquillamente passare dalla dogana italiana senza incorrere in sanzioni (la franchigia è 9.999 euro).
In Olanda questo fenomeno è noto da tempo, tanto da aver creato un vero e proprio quartiere a luci rosse parallelo nei pressi dell’aeroporto di Amsterdam, uno degli hub internazionali più trafficati d’Europa.
In Olanda le pendolari del sesso si sono però organizzate diversamente. Si appartano in due alberghi dell’area transiti che affittano camere a ore per i passeggeri che vogliono riposarsi un po’ oppure rinfrescarsi tra un volo e l’altro.
Alcune arrivano con gli appuntamenti già organizzati, altre si concentrano sui passeggeri dell’area transiti, oltre la dogana, sfruttando anche i ritardi dei voli di linea.
Pure le prostitute che arrivano in Italia per il weekend spesso hanno già programmato tutto. La maggior parte va in Svizzera, altre si dirigono verso Milano, Padova e Brescia (così scrive “Il Caffè”).
Secondo il criminologo Michel Venturelli, che ha studiato a fondo la prostituzione in Canton Ticino ed è titolare di un’agenzia di investigazioni specializzata, la Irx di Bellinzona, «non ci troviamo di fronte a una vera e propria organizzazione – dice – anche perché l’offerta di sesso è già decisamente ampia in Ticino».
Gli italiani e i comaschi sono sempre clienti dei locali a luci rosse?
«Ma certo, basta che lei vada a vedere le targhe delle auto nei bordelli ticinesi, nove su dieci sono italiane. Ma per la Svizzera non è un problema, anzi, con la crisi e il rapporto sfavorevole tra euro e franco sono anche calati i prezzi delle prestazioni».
Di quali cifre si parla?
«Nei locali ticinesi siamo attorno ai 100 euro. Come ho detto, c’è molta offerta e ci sono meno soldi da spendere in giro. E questo è un rischio».
In che senso?
«Tempo fa ho effettuato uno studio con il Cirs di Genova sull’identità sessuale maschile. Ebbene, con il calo della domanda, il cliente chiede di migliorare la qualità. Peccato che per molti questo miglioramento sfoci in comportamenti irresponsabili come chiedere rapporti non protetti. Si tratta di un problema in Svizzera, ma anche in Italia, dove ci si ostina a non controllare il fenomeno della prostituzione e a lasciare che le donne si vendano sulla strada».
Ma torniamo alle squillo pendolari low-cost, quante sono e quanto possono guadagnare?
«Si tratta di un fenomeno residuale, non immaginatevi pullman di ragazze dell’Est dirette a Lugano o “protettori” che lucrano su questo business. Molte magari hanno già contatti in Canton Ticino con clienti facoltosi, hanno abbandonato la professione, ma tornano ogni tanto. Le escort di alto bordo guadagnano circa 2.000 franchi al giorno. Non stiamo parlando di una storia d’amore. In questo mondo l’importante è che uno paghi e a Lugano la crisi si sta facendo sentire anche nel settore della prostituzione».
Ci sono anche comaschi tra questi clienti particolarmente facoltosi?
«Secondo lei? Certo che sì. Io gestisco un’agenzia di investigazioni. Noi non lavoriamo in Italia e le agenzie italiane non lavorano in Svizzera, ma spesso ci chiamano le mogli per verificare quei continui spostamenti dei mariti e altrettanto spesso li troviamo nei bordelli».

Paolo Annoni

Nella foto:
Una prostituta in un bordello ticinese. La crisi si fa sentire anche in questo settore, con un calo dei clienti, ma anche dei costi delle prestazioni, oggi scese attorno ai 100 euro (foto Keystone)

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.