Cronaca

Crisi, nuovi segnali negativi sul fronte dei pagamenti

altCambiali, tratte e assegni non pagati: le imprese nella morsa della mancanza di liquidità

Imprese sempre in difficoltà a causa della crisi, che non accenna a dare segnali di inversione.
Il Gruppo Cerved ha pubblicato ieri il nuovo focus su fallimenti, procedure e chiusure delle aziende italiane. «La recessione che ha investito l’economia italiana – scrivono i ricercatori di Cerved – non ha precedenti» per quantità e qualità dei contraccolpi negativi. «Nel 2012 sono infatti aumentate sia le crisi (fallimenti, ristrutturazioni, procedure concorsuali) sia le liquidazioni: il totale delle chiusure ha toccato quota 104mila nel 2012, superando del 2,2% il

valore già molto elevato dell’anno precedente».
Secondo i ricercatori Cerved, poi, il 2012 «è stato un anno particolarmente duro per i fallimenti: il numero di procedure aperte nell’anno (oltre 12mila, +2,1%) rappresenta infatti un record nell’intero periodo di osservazione, che addirittura supera i livelli pre-riforma fallimentare, quando la platea di imprese per cui i Tribunali potevano aprire una procedura era molto più ampia». In provincia di Como, trova precisi riscontri la fotografia di Cerved.
Così come conferma l’ufficio studi della Camera di Commercio, infatti, sul Lario «nel 2012 sono state aperte 143 procedure, a fronte delle 127 dell’anno precedente, con un aumento del 12,60%».
Ma i dati più negativi nel Comasco sono in assoluto quelli relativi ai pagamenti, che hanno caratterizzato il 2012 quale «anno nero». Lo scorso anno, nella provincia lariana «sono stati protestati 746 assegni, per un controvalore di 4,4 milioni di euro; 8.909 cambiali (pagherò e tratte), per quasi 25 milioni di euro; 1.050 tratte non accettate, per un valore di 2 milioni». Sempre secondo l’ufficio Studi di via Parini, «si tratta in complesso di oltre 10mila titoli di credito che, alla scadenza, non hanno trovato copertura determinando insoluti per circa 31 milioni di euro». Cifre mai registrate in precedenza.
I dati del 2013
Il problema, come detto, riguarda il perdurare della crisi. Che non accenna a mutare di segno. Dalla Camera di Commercio sono filtrati ieri i primi numeri del 2013, quelli relativi al mese di gennaio. Cifre in linea con il 2012, che nulla di buono lasciano presagire nell’immediato futuro.
Con riferimento ai soli pagamenti, infatti, da via Parini si sottolinea come le cambiali non pagate a gennaio siano state 605, le tratte non accettate 116 e gli assegni respinti 38.
Soprattutto per le tratte non accettate la crescita sembra essere esponenziale, mentre i problemi relativi agli altri strumenti di pagamento sono in linea con i dati del gennaio dello scorso anno.
Il fatto è che non si avvertono da nessuna parte segnali che possano ridare fiducia al mercato.
I numeri che più di altri preoccupano gli analisti di Cerved riguardano i fallimenti, che sono sempre più numerosi proprio nella fascia territoriale che comprende anche il Lario. «Dal punto di vista geografico – si legge nel report di Cerved – le procedure sono aumentate nel Nord-Ovest (+6,6%) e nel Centro (+4,7%), mentre sono rimaste ai livelli dell’anno precedente nel Sud e nelle Isole (-0,4%)».
Impressionante la sequenza nel Comasco dal 2007 al 2012: 46, 55, 115, 122, 127, 143. Uno sconvolgente 310% in più nel giro di soli 6 anni.

13 marzo 2013

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