Crisi, per la prima volta in 10 anni diminuiscono le imprese

Nel 2019 sono 1

Per la prima volta, negli ultimi 10 anni, in provincia di Como il saldo numerico delle imprese è in negativo: – 36 alla fine del terzo trimestre, frutto di 1.715 nuove iscrizioni e di 1.751 cessazioni.
Potrebbe sembrare un segnale tutto sommato positivi in tempi di pandemia, ma probabilmente non è così.
L’emergenza legata al Covid-19, infatti, si riflette in particolare nel dato relativo alle imprese nate nei primi nove mesi di quest’anno: il più basso sempre negli ultimi 10 anni. Da gennaio a settembre 2020, rispetto all’anno precedente, sono stati registrati 480 avviamenti in meno, pari al 21,9%. Un dato in percentuale superiore sia a quello regionale (-20,7%) sia a quello nazionale (-19,2%).
La Camera di Commercio di Como e Lecco ha diffuso una nota informativa su «Avvii e cessazioni di imprese nel periodo gennaio-settembre 2020». Una analisi forse necessaria per comprendere gli effetti di medio periodo del Coronavirus sul nostro tessuto economico.
Il punto nodale è chiaro: «Il tasso di crescita delle imprese lariane nei primi nove mesi del 2020 è negativo: -0,2%, contro il +0,1% regionale e il +0,2% nazionale. I dati dell’area lariana sono in linea con il calo registrato nello stesso periodo del 2019 (-0,2%), mentre quelli della Lombardia e dell’Italia sono in deciso peggioramento (in entrambe le imprese erano cresciute dello 0,4%)». A Como, però, il «tasso passa dal +0,1% al -0,1% (come detto, il valore è negativo per la prima volta negli ultimi 10 anni), mentre, pur con il segno meno, registra un lieve miglioramento a Lecco (nel 2019 il tasso di crescita era stato del -0,6%, e nel 2020 è del -0,3%).
Il dato non è suddiviso temporalmente, non è quindi possibile capire con esattezza quasi siano stati gli effetti del virus nelle varie “fasi” attraversate da marzo alla fine di settembre. Certo è che la vitalità imprenditoriale si è contratta, fino ad assumere il segno meno.
C’è maggiore paura, tanto che i singoli faticano, come si suol dire, a «mettersi in proprio». Si legge infatti nel rapporto: «Nei primi nove mesi del 2020 le imprese lariane di tutte le forme giuridiche evidenziano tassi di crescita negativi, con la sola eccezione delle società di capitale (+1%), le quali comunque, crescono meno che in Lombardia e in Italia (rispettivamente +1,6% e +1,9%). La performance peggiore è delle società di persone (-1,1%, variazione in linea sia col dato regionale che con quello nazionale), seguite dalle imprese individuali (-0,4%, contro il -0,5% lombardo e -0,3% italiano) . A Como le società di capitale registrano un tasso di crescita dell’1,2% (il saldo tra iscrizioni e cessazioni è di +169 unità), mentre diminuiscono le società di persone e le imprese individuali (rispettivamente -1% e -0,4%, con un saldo, rispettivamente, di -103 e di -101 unità).
Va male pure il comparto artigiano che sul Lario, nei primi 9 mesi del 2020, ha registrato un calo di 79 unità a Como e 19 a Lecco. Nello stesso periodo del 2019 il calo nella nostra provincia era stato di 71 unità. Anche in questo comparto si nota una forte flessione delle imprese nate nei primi nove mesi di quest’anno, «com’era prevedibile – si legge nella nota – dato il persistere dell’emergenza legata al Covid-19. Il dato lariano è il più basso degli ultimi 10 anni: 1.022 unità (-22,3% rispetto ai primi nove mesi del 2019, contro il -21,6% lombardo e il -14,6% italiano). A Como la diminuzione è stata di 178 imprese, da 857 a 679 (pari a -20,8%), mentre a Lecco le iscrizioni si sono ridotte di 116 unità, da 459 a 343 (pari a -25,3%).

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