Crisi Sisme, appello ai sindacati. «Pensino a chi ha un futuro qui»

Economia – Parla il direttore del personale dell’azienda di Olgiate Comasco
Nessun passo indietro sui tagli. Le trattative sono ancora interrotte
«Il cuore della Sisme è a Olgiate Comasco e il presidente non ha intenzione di spostarlo. Siamo disponibili a riprendere in qualsiasi momento la trattativa con i sindacati, ma non si può prescindere dagli esuberi. Dobbiamo trattare tutti i temi sul piatto, compresa la delocalizzazione e la riduzione del personale, altrimenti la solidarietà rischia di non stare in piedi».
Il direttore del personale della Sisme Sergio Luculli rompe il silenzio dopo l’interruzione della trattativa con i rappresentanti

sindacali sul delicato tema dei circa 300 esuberi – 200 strutturali e un centinaio per la delocalizzazione – annunciati dall’azienda metalmeccanica di Olgiate Comasco.
«La decisione dei rappresentanti sindacali di mettere come pregiudiziale l’accordo sulla solidarietà – spiega Luculli – ci ha impedito di affrontare altre questioni di importanza vitale, a partire dall’investimento di 5 milioni di euro che Bosch vuole fare in Slovacchia e che l’azienda vorrebbe portare in Italia. A questo si è aggiunta anche la decisione di bloccare il lavoro il sabato, un altro elemento che rischia di metterci in difficoltà con l’unico cliente, Bosch appunto, che al momento garantisce grossi volumi di lavoro».
Il direttore del personale conferma i dati sugli esuberi. «Entro la fine di ottobre del 2013 dobbiamo necessariamente gestire gli esuberi perché termineranno in quella data gli ammortizzatori sociali – spiega Sergio Luculli – Abbiamo fissato tre finestre: 100 uscite nel gennaio del 2012, 80 circa un anno dopo e infine i restanti nell’autunno del 2013. Nell’ultimo caso, il numero esatto dipenderà dalle decisioni sulla delocalizzazione e dall’esito del progetto di rilancio sul mercato che Sisme vuole portare avanti per conquistare nuovi volumi».
Lunedì prossimo, nella sede della Provincia è in programma un incontro tra i vertici dell’azienda, i rappresentanti sindacali e i parlamentari comaschi. Al faccia a faccia dovrebbero partecipare il senatore del Pdl Alessio Butti e gli onorevoli Nicola Molteni della Lega Nord e Chiara Braga del Pd.
«Siamo ben contenti di partecipare all’incontro – sottolinea Luculli – Mi auguro che sia l’occasione per riavviare la trattativa partendo da posizioni meno rigide. Il problema deve trovare soluzioni concrete. Credo che sia interesse degli stessi sindacalisti pensare naturalmente agli esuberi, ma occuparsi anche di chi avrà ancora un futuro in azienda. Non dobbiamo scavare una fossa per le persone che continueranno a lavorare».
La disponibilità a riprendere le trattative non significa una retromarcia sul tema degli accordi di solidarietà. «Non possiamo fare passi indietro su questo punto – sottolinea il direttore del personale – Pensare di portare avanti una trattativa partendo da una pregiudiziale non ha senso. Se non si arriverà alla firma di un’intesa, i sindacati si prenderanno la responsabilità sia dell’eventuale mancato investimento della Bosch sia, nell’immediato, della mancata fornitura al principale cliente e quindi ovviamente del rischio inevitabile di perdere Bosch o comunque di autorizzarlo a rivolgersi alla concorrenza. Credo che sia interesse di tutti evitare questa situazione e siamo fiduciosi di poter riprendere il dialogo, visto che la famiglia Costantini ha tutto l’interesse ad andare avanti in Italia, pur lavorando anche al piano di delocalizzazione».

Anna Campaniello

Nella foto:
Trattative ancora in stallo alla Sisme. L’azienda lancia un appello ai sindacati, ma non è disposta a rivedere il piano degli esuberi

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