Critiche a Libeskind, Sgarbi show su Rai2 E gli “Amici di Como” lo ringraziano per la pubblicità al monumento voltiano

Polemiche Ospite di Nicola Porro, il critico spara a zero sull’opera dell’archistar Ma il sindaco Lucini non ci sta: «Abbiamo una valutazione differente»
Intanto la giunta è divisa: Magatti si astiene sull’assestamento di bilancio
Il monumento a Volta sulla diga foranea torna a dividere. Stavolta una stroncatura senza appello per l’opera di Daniel Libeskind “The Life Electric” è venuta dal critico d’arte Vittorio Sgarbi, ospite giovedì della trasmissione “Virus” in seconda serata su Rai2. Sgarbi, riscaldando così le polemiche sui social network, ha infatti contestato duramente il progetto da inaugurare entro il 1° maggio in vista di Expo 2015.
«L’era dei monumenti è finita – ha detto – Non ha senso farlo ora, non siamo più nell’Ottocento».
«Parlerò con il governatore lombardo Roberto Maroni, chiederò di impedire lo scempio» ha poi aggiunto Sgarbi, interpellato dal “Corriere di Como”. L’incontro tra i due si sarebbe già svolto ieri sera. «Como non è frazione di San Pietroburgo – ha aggiunto, riferendosi alla similitudine tra il monumento e il progetto per Gazprom City proposto invano dall’archistar alla città russa nel 2006 – Como non merita scarti. E il suo lago è sacro, va vincolato come bene naturalistico. E torno a dire: non è più tempo di monumenti, come scrisse Robert Musil in Pagine postume pubblicate in vita. Non li hanno figure importanti del ’900 come Montale, Gramsci, De Gasperi. E Volta è già un monumento nel cuore di noi tutti come padre della pila. Sarebbe uno spreco di denaro ridicolo e insensato, dedicargli l’opera di Libeskind. Tornerò da Porro la settimana prossima per battermi su questo, e andrò anche dal ministro dei Beni e delle attività culturali Dario Franceschini. La città non è del sindaco Lucini. Dia i soldi ai poveri, piuttosto, visto che è a capo di una giunta di centrosinistra».
Da parte sua Daniele Brunati, coordinatore degli “Amici di Como” che curano il dono del progetto alla città, risponde nel segno del fair play, ma fino a un certo punto. «Grande Sgarbi. Ottimo assist. Lo ringrazio, perché finchè parla lui andiamo in scena a livello nazionale con il monumento di Libeskind. Ci sta facendo una notevole promozione e suscitando grande curiosità. Gli manderò una lettera di ringraziamento e lo inviterò come guest star all’inaugurazione, dove potrà dire la sua liberamente. Certo, il suo pensiero è soggettivo, ma ha tutto il diritto di esprimerlo. Anzi, più lo fa, e meglio è per noi. L’unica cosa che non mi va giù sono gli insulti a Libeskind, non li merita. E poi mi sembra fuori luogo interpellare il governatore Maroni, persona avveduta e obiettiva. Non ha bisogno di Sgarbi per decidere».
Giunta rovente
«Quella di Vittorio Sgarbi è un’opinione come altre, legittima, che arriva da una persona competente in ambito artistico e culturale – ha commentato ieri il sindaco di Como Mario Lucini – Ciò non toglie che ci possano essere opinioni diverse dalla sua: non la condividiamo. Abbiamo una valutazione differente sia sulle capacità di Daniel Libeskind sia sulla qualità del suo lavoro, perciò riteniamo “The Life Electric” un’opera che impreziosice la città. In altre parole, una grande opportunità per Como». Ciò detto, la giunta risulta ancora divisa sul tema. Ha infatti appena votato l’assestamento di bilancio che andrà discusso in consiglio il 20 novembre, ma con l’astensione dell’assessore all’ambiente Bruno Magatti, in dissenso sulla spesa che Palazzo Cernezzi dovrà sostenere per il monumento. Magatti aveva già chiesto in estate un maggior coinvolgimento della città sulla decisione di realizzarlo, così come l’allora assessore al Commercio Gisella Introzzi della lista “Amo la mia città”, poi dimissionaria.

L.M.

Nella foto:
Il modellino del monumento “The Life Electric” dedicato a Volta

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