Critico l’ex sindaco di Ossuccio: «A San Giovanni 30mila persone»

altGli amministratori locali
(f.bar.) Sagra della salamella sì, purché sia fatta con gusto. E non soltanto con riferimento alla qualità dei prodotti, ma anche alla serietà che deve necessariamente contraddistinguere queste manifestazioni. «E così facciamo sul nostro territorio – dice l’ex sindaco di Ossuccio, Giorgio Cantoni, località oggi confluita nel Comune di Tremezzina in cui ogni anno va in scena la spettacolare Sagra di San Giovanni – Il tour, organizzato da Confcommercio per arginare il proliferare di tali feste, mi sembra eccessivo.

Quasi un voler demonizzare manifestazioni che, se inquadrate a dovere, non possono che far bene al territorio». L’idea di un controllo sulla regolarità delle sagre «può essere tuttavia condivisa. E anche noi, l’anno passato, abbiamo ridotto il numero delle feste, concentrandoci su alcuni appuntamenti».
San Giovanni richiama, ad esempio, 30mila visitatori.
Ma nessuna «caccia alle streghe. Se usate a dovere possono essere utili. Confcommercio non deve esagerare, inviando lettere ai sindaci o facendo raccolte di firme», dice Cantoni.
«In effetti, di recente, abbiamo affrontato il tema – dice il sindaco di Laglio, Roberto Pozzi – Ho sentito alcuni ristoratori che si lamentano, soprattutto in certi periodi, del proliferare di queste sagre in cui si può mangiare con poco». Anche se ci si trova di fronte a due tipologie di clienti «totalmente differenti. Chi va al ristorante non è propenso a cambiare e andare alla sagra. Da parte dei ristoratori non sono state fatte proteste ufficiali ma è un problema che stiamo analizzando», conclude il sindaco di Laglio.

Nella foto:
Ogni anno la Sagra di San Giovanni porta a Ossuccio decine di migliaia di persone

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