Croce Rossa di Como: l’aspetto finanziario non è l’unico problema. Resta certamente quello principale – tra benzinai che si rifiutano di rifornire le ambulanze e dipendenti con stipendi arretrati – ma non è l’unico anello debole.Alcuni comitati locali, spiega Alessandra Ghirotti, segretario della Cgil Funzione Pubblica di Como, faticano a svolgere i servizi diversi dall’emergenza, come – ad esempio – il trasporto pazienti non urgenti. «L’anno scorso – spiega Ghirotti – è entrata in vigore una norma che impedisce al dipendente della Croce Rossa di prestare servizio all’interno della stessa realtà anche come volontario. Dal punto di vista sindacale, noi siamo contrari alla forfettizzazione dello straordinario, quindi è giusto regolamentare una situazione che in passato era fin troppo confusa». L’effetto, però, è che «i comitati di Croce Rossa hanno meno forza lavoro, meno personale per garantire non tanto le urgenze, quanto gli altri servizi, i trasporti, ad esempio. Servizi che, lo ricordiamo, vengono pagati dalla collettività tramite le convenzioni», aggiunge Ghirotti. Poi, come anticipato, c’è il problema degli stipendi. Martedì Massimo Coppia della Uil ha scritto al presidente nazionale della Croce Rossa e al prefetto, sottolineando come ai dipendenti della Croce Rossa di Como non siano state ancora pagate le retribuzioni di agosto. «Gli stipendi vanno pagati», gli fa eco Ghirotti della Cgil. Lo stesso Coppia ha annunciato che se entro cinque giorni il sindacato non dovesse ricevere chiarimenti sulla situazione in atto sarebbe inevitabile l’avvio dell’iter istituzionale per il riconoscimento degli stipendi non pagati ai lavoratori.La situazione dunque è sempre più delicata, nonostante rimanga fermo l’impegno a garantire tutti i servizi indispensabili alla collettività, che non sono mai stati messi in discussione dai soggetti coinvolti.
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