Categories: Cronaca

Crollo di Genova, l’Ordine degli Ingegneri chiede un piano nazionale

Ponte Morandi, gli ingegneri lariani intervengono sul caso Genova e chiedono un piano straordinario di manutenzione delle infrastrutture in Italia, che parta da un’anagrafe puntuale della rete viaria nazionale, con procedure di pianificazione più snelle.

«Cordoglio» e «partecipazione al dolore delle famiglie colpite da questa immane tragedia» sono stati prima di tutto espressi in una lettera dal presidente dell’ordine degli Ingegneri di Como, Mauro Volontè.

«Quanto avvenuto, purtroppo, ripropone il tema sempre attuale della sicurezza delle costruzioni», scrive il presidente che poi invita a collocare il progetto dell’ingegner Riccardo Morandi nel suo tempo.«L’opera fu ultimata alla fine degli anni ’60 – scrive il presidente – la considerazione tecnica che si deve fare è che essa arrivava solo dopo poco più di 50 anni dalla costruzione del primo ponte in cemento armato in Italia e a meno di cento anni dai primi utilizzi sperimentali di questo nuovo materiale nelle costruzioni. Da allora molte cose sono cambiate: i carichi sui ponti, le normative tecniche ed amministrative, i volumi di traffico, le conoscenze sul degrado dei materiali e, in particolare, del cemento armato. La tipologia innovativa del ponte Morandi riguardava la concezione dello schema e la costruzione dei tiranti, con l’utilizzo del cemento armato precompresso; certo, da quell’epoca, gli studi sulla resistenza del cemento armato, in particolare sugli effetti della viscosità del calcestruzzo, come quelli sulla fatica e sugli effetti ambientali nel degrado dei materiali, hanno fatto passi enormi insieme alla tecnologia ed alle produzioni di componenti innovativi».

Poi il forte richiamo alla vigilanza: «La sicurezza, la manutenzione e la prevenzione devono essere un impegno costante – scrive l’ingegner Volontè – un abito da indossare in modo permanente e non nelle occasioni del lutto e del dolore. È necessario un piano nazionale di manutenzione sia per gli edifici, infrastrutture e gli impianti. I numeri delle infrastrutture lineari di trasporto, relativamente alle reti autostradali, sono molto importanti, con 1.608 ponti e viadotti per una lunghezza di 1.013 chilometri su un totale di circa 6.000 chilometri di rete. Rappresentano tuttavia solo una parte dei circa 61.000 ponti e viadotti lungo i 255.000 chilometri totali che compongono la rete stradale italiana fatta da autostrade, strade statali, regionali, provinciali e comunali per una lunghezza complessiva di 38.000 chilometri».

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